Mostre Magazine Martedì 12 settembre 2006

Le Capsule del Tempo di Warhol

Magazine - Uno spazio espositivo con una grandissima vetrata che volge lo sguardo da un lato verso il mare e dall’altro verso una delle vie più frequentate della città. Quasi a tenere legata la terra al mare. Questa è la sede di Andy Warhol’s Timeboxes, la mostra dedicata all’artista americano con cui Trieste inaugura un nuovo polo espositivo, l’ex Pescheria Centrale, della città.

Andy Warhol’s Timeboxes è una mostra nuova. Nei contenuti, nella distribuzione dello spazio, nella scelta del materiale esposto. Si nota da quando ci si avvicina: dalle grandi finestre che danno sulla strada si vedono soltanto scatole. Quelle usate per i traslochi - di cartone spesso, marrone - accatastate una sull’altra, quasi a formare grandi muri. Le stesse scatole accolgono il visitatore all’ingresso, formando in questo grande spazio delle piccole stanze, da cui i visitatori possono entrare e uscire per scoprire aspetti inconsueti e inaspettati di Wahrol.

Protagoniste assolute della mostra, le scatole diventano per Wahrol i contenitori della vita, della memoria. Le chiama Time Capsule, Capsule del Tempo. Nascono per caso, nel 1974, quando – in seguito a un trasloco – Warhol decide di mettere in grandi scatole da pacchi tutto ciò che ha sparso per la casa: sulla scrivania, sul pavimento, negli armadi; biglietti di concerti, disegni, scarpe, articoli di giornale.
Da quell’anno Warhol non hai mai smesso di memorizzare tracce della sua vita nelle sue Time Capsule. Ha sempre tenuto una scatola sulla sua scrivania, per potervi racchiudere le tracce del suo quotidiano. In tutta la sua vita Warhol realizzerà più di 600 Capsule del Tempo, dentro le quali oltre 500.000 oggetti vengono immagazzinati per essere trasformati in indimenticabili frammenti di tempo.

La mostra si snoda dunque tra muri di cartone. Non esiste percorso logico, la successione temporale è solo una possibile interpretazione di un viaggio nella complessità della mente e del tempo di questo grande artista. Entrando è possibile ritrovare tutti i modi con cui Warhol conservava le sue tracce di tempo: si possono vedere una parte degli oltre 500 screen test che Warhol realizzava nel suo studio – una sorta di ritratti viventi, in cui i suoi visitatori venivano immortalati, tenuti per alcuni minuti di fronte a una Bolcx fissa a 16 mm o i suoi film, che iniziò a realizzare nel 1963, vere e proprie Time Capsule, per catturare nel suo scorrere il suo quotidiano.

E poi una piccola ricostruzione del suo loft, ricoperto completamente e interamente d’argento, le sue collaborazioni in quanto grafico, ideatore di copertine per riviste patinate e per dischi di successo, fino ad arrivare al collezionismo di foto di star, iniziato a dodici anni e portato avanti, fino a diventare lui stesso il giudice di chi poteva considerarsi davvero una star: soltanto chi aveva l’onore di trasformarsi in una serigrafia di Warhol infatti poteva considerarsi davvero arrivato.
Politici, attrici, capi di stato e imprenditori diventano per Warhol a loro volta Capsule di Tempo: le loro foto vengono rielaborate - proprio come ha fatto con la confezione di Campbell – serigrafate, riprodotte in maniera ossessiva. Per dominare il tempo, per catturarlo, per non farsi sfuggire nulla.

Impossibile tenere conto di quali aree si sono già visitate, inevitabile ritrovarsi tra una scatola e l’altra a scoprire – tra le tracce di memoria esposte – un nuovo ricordo, un nuovo oggetto, un significato inatteso. Fino a perdersi un po’ tra le tracce e le emozioni che soltanto Wahrol è in grado di trasmettere. E non vedere l’ora di mettere il biglietto di questa mostra nella propria scatola, nelle Time Capsule di ciascuno di noi.

Andy Warhol’s Timeboxes
Trieste - Centro Espositivo d’Arte Moderna e Contemporanea – ex Pescheria Centrale
Dal 22 luglio al 22 ottobre 2006
Dalle ore 9 alle 19
Prezzo biglietto: normale 10 Euro – ridotto 7 Euro

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