Nella Francia romantica, George Onslow figura tra i compositori che presero più seriamente l’eredità viennese. Accanto a Méhul, che esplora in profondità il versante sinfonico di Beethoven, Onslow, versato nelle forme di Haydn e Mozart, fa della musica da camera un vasto terreno d’ambizione. Nei suoi quintetti con due viole, l’equilibrio consueto del quartetto si ispessisce dall’interno: le voci mediane acquistano rilievo, la tessitura si fa più scura, più corposa, quasi orchestrale. Il Quatuor Dutilleux e Marie Chilemme rivelano così un compositore che i contemporanei ammiravano come uno dei pochi francesi capaci di competere con la scuola tedesca.