Sala d'attesa di un'azienda. Due amici disoccupati attendono. Da oltre vent'anni. Aspettano un colloquio che potrebbe cambiare le loro vite. Trovare un lavoro.
Ad accompagnarli, a scandire regole e speranze, c'è una Voce: una sorta di fata contemporanea che somiglia fin troppo a un'Intelligenza Artificiale, capace di stabilire tempi, possibilità, illusioni.
Quelle di Giovanni e Vito sono due esistenze rimaste ai margini di una società che, negli ultimi discapiti delle promesse di progresso ha prodotto solo stallo, nonostante una delle regole imposte sia quella di non guardarsi indietro, loro ricordano. Ricordano per istinto, per necessità, forse per sopravvivere. Ed è proprio attraverso il ricordo che inizia la loro personale e laica Via Crucis.