Giovedì 23 luglio, la Turbina 2 - Centrale Fies di Dro di Trento ospita Frankenstein (History of Hate), il movimento conclusivo del progetto Frankenstein della compagnia Motus, presentato nell'ambito di Love is Political 2026. Lo spettacolo estende la "mappatura dell'orrore" elaborata dalla giovanissima Mary Shelley, spostando il fuoco sul momento in cui la creatura inizia a percepirsi irrevocabilmente esclusa dalla beatitudine apparente degli umani, che la rifiutano per il suo aspetto non conforme. Il lavoro si configura come un film performato in cui i livelli narrativi si mescolano in maniera caleidoscopica, ponendosi in relazione con il presente.
I personaggi di Captain Walton e della fantasmatica sorella Margaret/Mary — nelle declinazioni Walton/Wollstonecraft-Seville/Shelley — non abitano i ghiacci polari bensì un pianeta arido e apocalittico, segnato da incendi boschivi, echi di guerre genocide e droni assassini, con ambientazioni tra gli "ecomostri" calabresi e spiagge accecate dal sole. Motus nasce nel 1991 come compagnia nomade e indipendente fondata da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, il cui lavoro intreccia arte e impegno civile attorno a temi come identità, genere e postumanesimo. Dal 2010 al 2020 la compagnia ha curato la direzione del Santarcangelo Festival; dal 2023 segue Supernova a Rimini, mentre nel 2025 ha presentato l'Archivio Motus e aperto Casa Motus.
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