Una narrazione per interrogarsi sul gesto più innominabile. Uno sguardo nell’abisso di Medea per svelare la complessità psicologica dell’infanticidio. In questo viaggio il pane diventa grembo, materia viva, specchio di un amore che si rovescia in distruzione. Un rito scenico, una domanda: da quale fame nasce la violenza?