Sarebbe diventato tappezziere come suo padre, se suo nonno non l’avesse portato a
vedere gli spettacoli di strada dei comici italiani. Molière si diede al Teatro: attore
girovago, scrittore e autore, dopo gli esordi nelle tragedie trovò nelle farse la sua vera
voce, fino a conquistare la corte di Luigi XIV, il Re Sole. Amatissimo dal pubblico
parigino, divenne presto anche bersaglio di invidie, rivalità e tradimenti, senza mai
rinunciare al proprio credo né al proprio genio. Rivoluzionò il Teatro dando voce a un
popolo di artigiani e bottegai e trasformando la scena in uno specchio deformante e
sincero della realtà, dove era possibile ridere di tutto.