IL GIARDINO

Un evento imperdibile a Padova
da giovedì02luglio2026
a sabato11luglio2026

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DA Giovedì02Luglio2026
A Sabato11Luglio2026
Il giardino dei ciliegi è una storia di fantasmi. Di apparizioni, di ritorni e di manifestazioni. Una storia già accaduta, forse ricordata, forse rievocata per potersene liberare per sempre. Il ritorno a casa di Ljuba e della sua famiglia mette una vecchia casa in subbuglio e disordine: dal momento in cui i protagonisti del dramma attraversano la soglia dell'ingresso, le cose non stanno più al loro posto e riemergono crepe, apparizioni, trucchi. Liuba, Ania, Varia, Leonid, sono presenze che sarebbero dovute rimanere altrove e che invece fanno di nuovo la loro comparsa: e da quel momento non vogliono più andarsene. Si muovono in una casa e un presente che nel frattempo è già diventato futuro e li ha dimenticati. Molti dei luoghi desertici che oggi conosciamo una volta erano giardini. Così abbiamo scelto di ambientare il nostro giardino in un deserto di sabbia, un luogo liminale dove i tempi sono confusi: il presente, il passato e il futuro coabitano nei drammi, nei dubbi e nelle immaginazioni che si scontrano con questo che è il luogo dell’assenza per antonomasia. I fantasmi sonori che lo popolano ci dicono quanto ciò che è stato nascosto è ancora vivo e presente, mentre si presentano rumorosi ed esigenti senza dar l'impressione di volersene andare. E così, per un istante, l'incessante divenire futuro del presente, l'inesorabile progresso, sembra incepparsi, il presente vacilla. La scena diventa il luogo di un confronto tra chi pensa e chi fa, tra l'inazione di chi sa di aver già perduto e la pragmaticità di chi incarna il futuro. La casa non resiste al colpo e le sue pareti finiscono per cadere: il futuro che Čechov ci prospetta è senza radici, ha l'aspetto di un deserto, dove, di tutto ciò che è stato non rimane altro che fini granelli di sabbia. Quali futuri contiene il Giardino? Diventerà bello, verde, felice un'altra volta? Questo Giardino è uno spazio risonante, dove le voci si mescolano, si alternano, rimangono. Come le voci degli spiriti, che, si dice, si sentono di notte nel deserto. Il giardino dei ciliegi è una storia di fantasmi. E i fantasmi vogliono essere ascoltati.
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