Nora se n'è andata. E adesso? In un Casa di bambola che sembra il suo sequel, lo sguardo si ribalta: al centro non c’è più la donna che fugge, ma l'uomo che resta. Torvald Helmer è solo, intrappolato nella prima notte dopo l'abbandono, mentre tenta disperatamente di ricostruire un'identità che non esiste più. Tra allucinazioni, ricordi distorti e incubi lucidi, affiora il ritratto feroce di una maschilità in crisi: fragile, smarrita, incapace di sopravvivere alla libertà dell’altro. Il femminile emancipato è una presenza perturbante che costringe a guardarsi senza difese. Con una regia tagliente e un linguaggio scenico ibrido e immersivo, lo spettacolo attraversa il crollo del patriarcato come un campo di rovine fumanti.
Cosa rimane di un uomo quando perde il ruolo su cui ha costruito tutto?