Enrico Ianniello prende in prestito il celebre personaggio di Collodi ed ambienta lo spettacolo in un vecchio cinema parrocchiale abbandonato, ancora abitato dai fantasmi cinematografici del passato. In questo luogo, sulle note del popolare compositore e arrangiatore giapponese Isao Tomita, si sviluppa una tenera storia d'amore tra padre e figlio, un legame che porrà un interrogativo allo spettatore: che cosa significa, oggi, essere padre in un mondo che confonde la finzione dello schermo con la realtà?