Sandokan: la Tigre ruggisce ancora, mostra

Un evento imperdibile a Monza Brianza
da sabato07marzo2026
a domenica28giugno2026

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DA Sabato07Marzo2026
A Domenica28Giugno2026
Sandokan: la Tigre ruggisce ancora © Natascia Mercurio

Dal 7 marzo al 28 giugno 2026 l’Orangerie della Reggia di Monza (viale Brianza 1, Monza) accoglie la mostra Sandokan: la Tigre ruggisce ancora, curata da Francesco Aquilanti e Loretta Paderni e dedicata all’eroe creato da Emilio Salgari, che ha fatto sognare, prima sulla pagina e poi sullo schermo, almeno tre generazioni di lettori e spettatori.

Curata da Vertigo Syndrome, la mostra propone un’immersione totale nel Sud-Est asiatico ottocentesco, reale e leggendario insieme. Per la prima volta in assoluto viene esposta la collezione etnografica originale dei Dayak, donata da Sir Charles Brooke - discendente del leggendario Rajah Bianco, storico antagonista di Sandokan - direttamente al Re d’Italia.

C’è una nuova generazione che ha incontrato Sandokan per la prima volta grazie alla recente serie televisiva, riscoprendo oggi un eroe che appartiene a una tradizione molto più lunga. E ci sono gli adulti che con la Tigre della Malesia sono cresciuti: bambini negli anni Settanta, incollati allo schermo davanti allo sceneggiato con Kabir Bedi, oggi genitori pronti a riconoscere in quelle storie l’origine dei propri sogni di avventura. Ma la passione per questo personaggio ha trascorso almeno cinque generazioni a partire da quel martedì 16 ottobre 1883 quando il romanzo di Emilio Salgari La Tigre della Malesia con il suo protagonista Sandokan venne pubblicato in 150 puntate sul giornale La Nuova Arena di Verona. Un successo straordinario di pubblico, un fenomeno letterario che dura intatto da quasi 150 anni. 

Questa mostra è il ponte tra queste generazioni: un luogo in cui memorie e prime scoperte si incontrano. Ma Sandokan non è soltanto nostalgia. È un eroe romantico e profondamente politico, una figura di resistenza e di ribellione, protagonista di un ciclo di avventure che, alla fine dell’Ottocento, contribuì in modo decisivo a formare l’immaginario collettivo italiano, in un Paese giovane e affamato di mondi lontani. Sandokan incarna un bisogno universale e senza tempo: l’evasione, il mistero, l’attrazione per terre remote in cui misurare il coraggio, la lealtà, l’amore e il desiderio di autodeterminazione. Valori che attraversano le epoche e che oggi, in un presente inquieto e disorientato, tornano a parlare con una forza sorprendente.

Per la prima volta in assoluto vengono esposti reperti che il pubblico non ha mai potuto ammirare: la collezione etnografica originale dei Dayak, donata direttamente al Re d’Italia Umberto I da Sir Charles Brooke, discendente diretto del leggendario ma realmente esistito Rajah Bianco James Brooke, l’antagonista letterario di Sandokan. Sono gli oggetti reali, concreti, che accesero l’immaginazione di Emilio Salgari: rimasti nascosti per oltre un secolo, tornano oggi alla luce in questa mostra.

Non una semplice esposizione, ma un viaggio multisensoriale. I visitatori attraversano la giungla del Borneo, ascoltando i misteriosi ramsinga e i tamburi di guerra e sentendo i versi delle tigri e il fragore delle battaglie navali. Ambienti ricreati con cura, minuzia e originalità, materiali storici, immagini, testi, suoni e voci costruiscono un racconto stratificato, capace di coinvolgere il visitatore su più livelli. Un percorso narrativo che farà battere il cuore a grandi e piccini. 

Esiste davvero la leggendaria Mompracem? Antiche carte geografiche svelano il mistero dell'isola dei pirati. La giungla prende vita con effetti sonori e scenografici. Fotografie d'epoca, tavole botaniche rare e illustrazioni originali trasportano il visitatore in quel caos di vegetali dove di notte è un frastuono orribile di urla, di ruggiti, di sibili che gela il sangue.

I costumi originali della serie tv degli anni Settanta disegnati dal due volte premio Oscar Nino Novarese e fortunosamente ritrovati in una delle più antiche sartorie teatrali italiane, gli oggetti e le armi di scena provenienti dalla più importante attrezzeria cine-teatrale, si affiancano alle autentiche lance del popolo dei Dayak, con i kriss malesi, gli scudi tribali e i trofei originali di queste popolazioni,  conosciute come i tagliatori di teste: la mostra riunisce infatti insieme ai materiali di scena e alla rara documentazione audiovisiva, antichi e originali manufatti etnografici mai esposti fino ad oggi. Oggetti e abiti autentici provengono da prestigiose collezioni e musei italiani che hanno contribuito come partner alla realizzazione questa mostra.

Una sezione centrale del percorso è dedicata ai personaggi che popolano l'epopea salgariana. Accanto alla Tigre della Malesia, la mostra restituisce spazio e profondità agli altri protagonisti del ciclo indo-malese primi fra tutti l’ironico e leale Yanez de Gomera e la risoluta e affascinante Marianna Guillonk, la Perla di Labuan e questo senza dimenticare le tante figure che compongono le schiere di Sandokan, da Tremal-Naik a Kammamuri, fino naturalmente agli efferati Tigrotti: la multiforme e variegata ciurma di pirati che incarna l'idea di una fratellanza senza confini etnici. Illustrazioni originali, materiali editoriali, immagini cinematografiche e fumettistiche mostrano come questi personaggi abbiano attraversato epoche e linguaggi, fissandosi nell'immaginario collettivo come figure archetipiche dell'avventura, del coraggio e della lealtà.

Una sezione specifica affronta il tema del colonialismo e della figura dei Rajah bianchi, primo fra tutti James Brooke, figura storica realmente esistita, antagonista letterario di Sandokan, nonché del suo diretto successore Charles Brooke al quale si deve la raccolta della collezione etnografica esposta in questa mostra: la mostra restituisce il contesto politico e culturale dell'epoca, mettendo in luce il conflitto tra dominio e resistenza che attraversa tutta la saga e ne costituisce una delle tensioni più profonde. Nelle ultime aree del percorso emerge il ritratto di Emilio Salgari: scrittore popolarissimo e insieme tragicamente sfruttato, autore instancabile, costretto a una produzione incessante da un sistema editoriale che ne consumò il talento senza riconoscerne pienamente il valore. La celebre penna spezzata lasciata sul suo tavolo di lavoro è l’emblema, il gesto simbolico estremo prima che Salgari ponga fine alla propria vita nel 1911. È l’immagine di una parabola dolorosa: quella di un autore capace di creare mondi sconfinati e personaggi liberi e ribelli, ma imprigionato nella realtà da debiti, contratti vessatori e isolamento culturale e da continui drammi familiari. Eppure, già in vita, Salgari era riconosciuto come una figura centrale della cultura popolare italiana. Nel 1897 fu insignito del titolo di Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia per aver saputo «istruire dilettando» intere generazioni di giovani lettori. Un riconoscimento che convive, in modo emblematico, con la durezza delle sue condizioni di lavoro. Un contrasto che rende la sua figura oggi più che mai attuale.

La mostra si apre infine alle molteplici reincarnazioni visive di Sandokan: dal cinema degli anni Quaranta alla televisione, dai grandi sceneggiati Rai alle trasmissioni di approfondimento e parodie televisive, passando per il fumetto, i bozzetti di costumi e l'illustrazione per i quali sono visibili tavole preparatorie originali di illustratori memorabili come Alberto della Valle e disegnatori di fumetto conosciuti da tutto il mondo come Hugo Pratt. Un secolo di immagini e testimonianze che confermano la vitalità di un mito capace di attraversare linguaggi, epoche e generazioni mantenendo intatti quei valori di avventura, coraggio e lealtà.

La mostra è visitabile nei seguenti orari di apertura: dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00; sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 20.00 (biglietti: intero 16,50 euro, ridotto 14 euro; ridotto speciale 6 euro per bambini dai 7 ai 12 anni e scuole di ogni ordine e grado; ingresso gratuito per bambini fino a 6 anni e visitatori disabili - a invalidità superiore al 74% - con accompagnatore solo in caso di non autosufficienza). Per info 333 6811415.

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