Magazine, 30/06/2025.
La formazione dei dipendenti è uno tra i fattori che maggiormente concorrono a determinare la sicurezza dei luoghi di lavoro e ad assicurare la conformità dell’azienda alle normative vigenti. Spesso si tende a pensare all’aspetto formativo come una mera questione formale, ma non è così: investirci su significa compiere significativi passi avanti nella tutela della salute dei lavoratori, migliorando di riflesso anche la produttività dell’azienda.
Accertarsi che i propri dipendenti frequentino un adeguato corso di formazione per lavoratori non è allora solo un obbligo per il titolare, ma anche un impegno concreto per salvaguardare ogni persona coinvolta nella vita dell’azienda. È però importante conoscere come la legge italiana regola la formazione lavoratori, così da non farsi trovare impreparati.
Quali sono i principali obblighi formativi per i dipendenti
In Italia, come previsto dal D.Lgs. 81/2008 e dal nuovo Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025, qualsiasi lavoratore, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, deve ricevere una adeguata formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Tale formazione si articola in due moduli: uno di carattere generale e un secondo, più specifico, che approfondisce i rischi peculiari della mansione svolta.
La formazione dei lavoratori va effettuata prima o contestualmente all’assunzione, in ogni caso prima di adibire il lavoratore alla mansione. Il monte ore complessivo della formazione varia invece al livello di rischio a cui è sottoposto il lavoratore:
Nel caso degli apprendisti gli obblighi formativi sono analoghi a quelli degli altri dipendenti, mentre per quanto riguarda i lavoratori stagionali o part-time, la natura del contratto non provoca alcuna variazione nella formazione prevista.
La formazione per i lavoratori prevede un aggiornamento quinquennale di almeno 6 ore. II modulo generale può quasi sempre essere seguito anche da remoto, mentre tale modalità non è solitamente consentita per il corso sul rischio specifico. La formazione che prevede una parte pratica o l’uso di attrezzatura, va invece sempre frequentata in presenza.
Datore di lavoro e formazione dei dipendenti: cosa c’è da sapere
L’adeguata formazione dei dipendenti di un’azienda in materia di salute e sicurezza sul lavoro è responsabilità legale del datore di lavoro. A stabilirlo è ancora il D.Lgs. 81/2008 che tra le altre cose riporta che il mancato adempimento a tali doveri comporta pene variabili, che vanno da multe fino all’arresto.
Tra i doveri del titolare di lavoro in merito alla formazione dei dipendenti si ricordano:
Va inoltre specificato che esistono corsi di formazione per datori di lavoro che rivestono il ruolo di RSPP, anch’essi di durata variabile in base al livello di rischio (dalle 16 alle 48 ore) e soggetti ad aggiornamento su base quinquennale.
Importante novità: ogni datore di lavoro, in quanto tale, dovrà frequentare un corso di formazione, anche in modalità e-learning, della durata di 16 ore (ed eventuale modulo aggiuntivo della durata di 6 ore) per come previsto dal nuovo Asr del 17 aprile. Tale corso deve essere effettuato entro il 24 maggio 2027 ed è soggetto ad aggiornamenti quinquennali.