Magazine, 07/05/2025.
Nel cuore dell’Atlantico c’è un arcipelago a metà strada tra Europa, Africa e America. Sono le Azzorre, nove isole vulcaniche che appartengono al Portogallo ma vivono una dimensione tutta loro, remota e verdissima. São Miguel è la più grande e la più facile da raggiungere, ed è anche la più adatta per un weekend lungo in primavera. A maggio e giugno, quando i voli sono ancora economici e la natura è nel suo massimo splendore, l’isola si mostra in tutto il suo rigoglio.
São Miguel è la giusta destinazione per chi ama i paesaggi drammatici, il silenzio e i contrasti. Si passa in pochi minuti dalle scogliere a picco sull’oceano alle caldere vulcaniche coperte di foreste. Le ortensie – simbolo floreale delle Azzorre – cominciano a fiorire già da maggio, punteggiando le strade di azzurro e viola. Qui la natura è la vera protagonista, modellata dal fuoco e dall’acqua, sempre presente, sempre viva. Non è raro, guidando lungo le strade dell’entroterra, imbattersi in nuvole basse che si dissolvono all’improvviso, rivelando laghi turchesi dentro crateri antichi.
Il cuore dell’isola è il cratere di Sete Cidades, uno dei panorami più iconici di São Miguel: un’immensa caldera occupata da due laghi gemelli, uno verde e uno blu, che secondo la leggenda riflettono le lacrime di due amanti impossibili. È un luogo di bellezza ipnotica, raggiungibile anche con percorsi di trekking o in bici elettrica, sempre accompagnati da una vegetazione rigogliosa e da punti panoramici come il Miradouro da Boca do Inferno.

©Wkimedia Commons/Oscar de Sousas
A Furnas, sul lato orientale, il paesaggio cambia ancora: il terreno fuma, letteralmente. Si tratta di una delle zone geotermiche più attive dell’isola. Qui si trovano piscine naturali di acqua calda, come quelle del parco Terra Nostra, adeguate a un bagno rilassante tra felci e alberi secolari. Il piatto tipico da non perdere è il Cozido das Furnas, uno stufato di carne e verdure cotto sottoterra, sfruttando il calore del vulcano. I ristoranti locali lo servono solo su prenotazione, dopo ore di lenta cottura geotermica.
La costa meridionale offre invece l’anima più dolce dell’isola. A Ponta Delgada, il capoluogo, si respira un’atmosfera da porto dell’Atlantico: chiese bianche e nere in stile manuelino, mercati, caffè dove il tempo sembra rallentare. È da qui che partono le escursioni in barca per l’avvistamento di balene e delfini – un’esperienza quasi garantita, grazie alla posizione strategica dell’isola lungo le rotte migratorie dei cetacei.

©Pxhere.com
Non mancano le sorprese: São Miguel ospita anche le uniche piantagioni di tè in Europa, come la storica Gorreana, dove si può fare una visita guidata e degustare infusi locali con vista sull’oceano. E per chi cerca un contatto più intimo con la cultura locale, basta fermarsi in uno dei paesini dell’entroterra durante una delle tante feste religiose di primavera, con processioni, musica e tavole imbandite.
Maggio e giugno sono i mesi migliori per visitare São Miguel: le temperature sono miti (tra i 17 e i 23 gradi), le giornate lunghe e luminose, il turismo ancora contenuto. L’isola si perlustra comodamente in auto – il noleggio è consigliato – e in tre o quattro giorni si può avere un assaggio completo della sua straordinaria varietà. Più che una meta, São Miguel è un microcosmo: profondo, selvaggio, sorprendente. Una destinazione per chi desidera entrare in contatto con le manifestazioni più estasianti della natura senza dover andare dall’altra parte del mondo.