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Contenuto in collaborazione con agenzia Waddi
Magazine, 27/04/2026.
Per l'agenzia Waddi il Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile è strumento prezioso.
È fissata al 30 aprile 2026 la scadenza per la trasmissione telematica del rapporto sulla parità di genere relativo al biennio 2024-2025 per le aziende con più di 50 dipendenti.
Entro quella data tutte le aziende pubbliche e private sono chiamate a trasmettere il Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile, relativo al biennio 2024-2025. Si tratta di un adempimento previsto dal codice delle Pari opportunità (D.Lgs. 198/2006) e rappresenta uno strumento sempre più centrale nelle politiche di trasparenza e inclusione. Il documento offre una fotografia dettagliata della realtà aziendale, analizzando assunzioni, formazione, inquadramenti, retribuzioni, cessazioni e mobilità e include dati aggregati e anonimi, con un focus specifico sul divario retributivo e sulle politiche di conciliazione vita-lavoro.
La compilazione avviene esclusivamente tramite il portale del ministero del Lavoro, accessibile con Spid o Cie. Per chi aveva già inviato il rapporto nel 2024 è attiva la modalità Once-Only, che precompila i dati anagrafici riducendo il carico amministrativo. Una volta trasmesso, il datore di lavoro deve inviare copia del rapporto anche alla rappresentanza sindacale aziendale (rsa) o a quella unitaria (rsu), sempre entro il 30 aprile. L’obbligo riguarda anche le aziende estere con sedi in Italia che superano complessivamente i 50 addetti, mentre le imprese con meno personale possono aderire su base volontaria per accedere a benefici e punteggi premiali.
Il sistema sanzionatorio è particolarmente stringente. La mancata trasmissione, dopo l’invito dell’Ispettorato, comporta una sanzione da 515 a 2.580 euro, mentre un ritardo superiore ai 12 mesi può determinare la sospensione dei benefici contributivi per un anno. In caso di dati mendaci, la sanzione varia da 1.000 a 5.000 euro.
«Accanto agli aspetti normativi – spiega Selene Marone, co-fondatrice dell'Agenzia per il Lavoro Waddi – il rapporto rappresenta un’occasione per osservare da vicino la cultura organizzativa. Non è solo un insieme di tabelle: è un racconto, fatto di numeri, che restituisce l’immagine di come un’azienda cresce, decide, valorizza e distribuisce opportunità. Non misura soltanto quante donne e quanti uomini entrano, escono, vengono promossi o formati, ma la coerenza tra ciò che un’organizzazione dichiara e ciò che realmente accade. È una lente che mette a fuoco le scelte quotidiane: chi accede ai percorsi di sviluppo, come vengono gestiti i rientri dalla maternità, quali modelli di flessibilità vengono adottati, come si distribuiscono responsabilità e riconoscimento economico».
«Guardare questi dati – aggiunge la co-fondatrice Clio Basso – significa guardare la cultura aziendale senza filtri; non per giudicarla, ma per comprenderla. Ed è proprio questa consapevolezza a rendere il rapporto uno strumento prezioso: costringe le organizzazioni a fermarsi e a osservare se stesse con onestà. Non tutte le aziende scopriranno squilibri, ma tutte scopriranno qualcosa di sé. In un mercato del lavoro che cambia rapidamente, questa capacità di lettura interna può trasformare un obbligo in un’occasione di crescita reale».