Consonno, come arrivare e cosa c'è da vedere nel paese fantasma che fu la Las Vegas della Brianza - Lecco

Consonno, come arrivare e cosa c'è da vedere nel paese fantasma che fu la Las Vegas della Brianza

Cultura Lecco Mercoledì 18 maggio 2022

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© Flickr.com / Tnello
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Lecco - Sul territorio della Brianza, precisamente nei pressi del comune di Olignate in provincia di Lecco, sorge uno dei paesi fantasma più affascinanti della Lombardia: il suo nome è Consonno ed è un piccolo borgo situato a 643 metri d’altezza sul Monte Resegone, la cui storia è di quelle particolari e assolutamente da raccontare.

Il paese infatti nacque nell’XI secolo, come piccolo centro abitato parte del contado di Milano, per poi passare ad inizio Ottocento sotto il controllo di Lecco. Il numero di abitanti del borgo faticava a superare le cento unità, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale che provocò un ulteriore diminuzione. Nel dopoguerra, infatti, Consonno poteva contare circa una cinquantina di residenti, tra contadini e artigiani della zona. La svolta per il piccolo borgo brianzolo arrivò nel 1962, per via dell’acquisto di tutto il territorio di Consonno da parte del Conte Mario Bagno.

Il nuovo proprietario, imprenditore nel settore immobiliare, ebbe l’idea di radere al suolo il paese per costruirci un luogo destinato solo al gioco e al divertimento. Così i pochi residenti del posto furono mandati via e tutti gli edifici del borgo distrutti, tranne la chiesa di San Maurizio con la canonica e il cimitero. Consonno doveva diventare, quindi, un luogo stile Las Vegas e il conte Mario Bagno così fece, costruendo ristoranti, un albergo di lusso, un centro commerciale, casinò e sale da ballo. Inoltre fece creare anche una strada che collegasse Consonno al vicino comune di Olignate, così da rendere più accessibile l’ingresso al borgo da lui acquistato.

Nei primi anni il progetto andò molto bene e Consonno iniziò ad essere sede di importanti concerti e manifestazioni, ospitando personaggi del calibro di MinaPippo Baudo e Adriano Celentano. Il paese brianzolo divenne, dunque, un luogo in cui si faceva sempre festa e si pensava solo ed esclusivamente a divertirsi. Tutti gli edifici costruiti dal Conte Bagno, però, modificarono non poco il suolo della zona. Non a caso, anche per via di forti piogge, nel 1966 ci fu una prima frana che invase la strada che portava al paese. L’imprenditore fece mettere a posto subito la via d’accesso e continuò nel suo progetto edilizio, ma nel 1976si verificò una seconda frana, ancora più grossa della prima, che causò nuovamente la distruzione della strada d’accesso. Il Conte però non si arrese e nel 1981 fece di nuovo ripristinare la via, nonostante l’interesse per Consonno fosse ormai svanito.

Il progetto fallì definitivamente da quell’anno molti edifici vennero abbandonati, tranne l’albergo di lusso che fu trasformato in una casa di riposo. Anche quest’ultima struttura, però, venne chiusa nel 2007 e il paese diventò ufficialmente un luogo fantasma e abbandonato. Addirittura poco prima della chiusura venne organizzato un rave party, intitolato Summer Alliance, con circa mille persone, che danneggiarono ancor di più le costruzioni della zona. Quindi gli edifici, un tempo di lusso, vennero riempiti di murales, furono rotti i vetri delle finestre e rovinati tutti gli arredamenti. 

Fortunatamente da qualche anno l’Associazione Amici di Consonno, in collaborazione con il comune di Olignate e la famiglia del conte Bagno, sta cercando di far rivivere un po’ il borgo abbandonato. Da aprile ad ottobre, infatti, la zona è aperta dalle 10.00 alle 19.00 e in alcuni periodo dell’anno vengono organizzati eventi che prevedono anche visite guidate tra gli edifici abbandonati della zona. Per arrivare a Consonno bisogna innanzitutto raggiungere Villa Vergano, frazione di Galbiate, e qui imboccare via Don Minzoni e successivamente via Brianza. In alternativa si può anche partire dal paese di Olignate e prendere via Belvedere, che prosegue in via per Consonno, fino al paese fantasma. Entrambe le strade sono asfaltate ma strette e poco praticabili: in tutte e due, inoltre, a un certo punto c'è una sbarra - il più delle volte abbassata - che impedisce l'accesso alle auto. Il consiglio per arrivare a Consonno è dunque quello di raggiungerlo a piedi: la durata della cammnata dipende dal punto della salita in cui si riesce a parcheggiare, ma in linea di massima c'è da mettere in conto un'ora di percorso in salita.

Molte delle costruzioni del Conte Mario Bagno, seppur abbandonate, sono ancora visibili e testimoniano quella che fu la storia e la vita di Consonno durante il breve periodo di successo. Per esempio è possibile ammirare il Minareto, simbolo di Consonno e costituito da una guglia alta circa 30 metri. Questa struttura, inoltre, dimostra come il Conte Bagno volesse creare un luogo internazionale e aperto a diverse culture. Sotto il Minareto sono visibili poi quelli che erano gli appartamenti delle vacanze per gli ospiti, sempre in stile arabeggiante e facilmente accessibili non essendoci più porte o finestre. Sempre nei pressi del Minareto, oggi è ancora visibile la lunga galleria commerciale, un tempo ricca di negozi di lusso e grandi marchi. Proseguendo il giro si può osservare lo spazio presso cui si trovava una grande sala da ballo, in passato chiamata Salone delle Feste. Sempre in zona sono visibili poi una serie di costruzioni, naturalmente anch’esse abbandonate, ma un tempo destinate a luoghi di accoglienza, ristoranti, negozi e casinò.  

Gli unici edifici di Consonno invece non costruiti dal Conte Bagno sono due: la chiesa di San Maurizio e la sua canonica. La chiesa fu costruita intorno al XIII secolo ed è un esempio di struttura in stile romanico, dotata di una piccola torre campanaria sul lato sinistro. L’edificio, con la sua capienza pari alle cinquanta unità, è ancora utilizzato oggi per le messe alla domenica mattina. Davanti alla chiesa si trova poi la canonica, ancora visibile ma in condizioni più critiche rispetto alla chiesa.  

Dunque Consonno è un posto pieno di mistero e con un’atmosfera davvero surreale, testimonianza di un luogo celebre in pochi anni caduto in disgrazia. Una di quelle realtà, quindi, interessanti per tutti gli appassionati di archeologia industriale e per coloro a cui piace dare sfogo alla propria immaginazione, pensando cosa ci fu un tempo a Consonno.  

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