Un campo di colore che vibra, attraversato da segni sottili e quasi impercettibili, accoglie i visitatori all'Associazione Culturale G. Fantoni, negli spazi della Galleria Adamello 31 alla Spezia, dove dal 23 gennaio al 7 febbraio è visitabile la mostra dedicata a Valentino Vago, una delle figure più raffinate dell’astrattismo italiano del Novecento.
L’esposizione si apre con il vernissage venerdì 23 gennaio alle ore 17.30, seguito da un aperitivo. La mostra è curata da Andrea Brandi, con presentazione affidata a Paolo Cozzani, e propone un percorso essenziale ma intenso nel linguaggio pittorico dell’artista.
Valentino Vago (1931-2018) è stato uno dei pittori italiani più originali e influenti della sua generazione, dedicando oltre sessant’anni di carriera alla ricerca di una pittura rivolta verso l’Invisibile e la pura luce. Nato a Barlassina nel 1931, Vago ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha consolidato le basi di un linguaggio artistico che, nel tempo, ha superato i confini della tela per espandersi nello spazio architettonico.
La sua prima importante personale risale al 1960 al Salone Annunciata di Milano, presentata da Guido Ballo, che lo introduce al pubblico e alla critica. Negli anni successivi sviluppa progressivamente una pittura astratta incentrata sulla luce, sul colore e sulla profondità emotiva, con opere come Linea nera e gli Orizzonti che segnano i primi esiti della sua ricerca innovativa.
Vago espone in Italia e all’estero, partecipando a manifestazioni internazionali come la XI Bienal di Sao Paolo e mostre a Parigi, Belgrado e Lisbona. Dagli anni Ottanta si dedica anche alla pittura murale, realizzando opere di grande scala in chiese e spazi pubblici, tra cui interventi significativi a Palazzo Reale a Milano e in varie sedi religiose. Nel 2012 riceve il Premio Presidente della Repubblica, riconoscimento prestigioso assegnato dall’Accademia di San Luca, dove diventa accademico nel 2014. Gli anni successivi vedono la pubblicazione di un catalogo ragionato delle sue opere e grandi antologiche che celebrano la sua lunga e intensa carriera.
Il lavoro di Valentino Vago è caratterizzato da un costante dialogo tra astratto e spirituale: la luce e il colore non sono semplici strumenti pittorici, ma vie per esplorare l’invisibile e suscitare contemplazione. La sua influenza resta viva nel panorama dell’arte italiana del Novecento e oltre. Vago è scomparso a Milano il 17 gennaio 2018, lasciando un’eredità artistica di grande respiro.