Stagione del tartufo bianco di Alba 2025: previsioni, raccolta e prospettive

Un evento imperdibile a Cuneo

Cuneo, 29/09/2025.

La nuova stagione della “trifola” bianca di Alba si prepara a partire con prospettive incoraggianti. Il Tuber Magnatum Pico sarà sottoposto al giudizio del Mercato Mondiale dopo il Capodanno previsto martedì al teatro Sociale, seguito dalla sfilata dell’Unione delle Associazioni Trifulao Piemontesi in piazza Ferrero. Le condizioni meteorologiche, con abbondanti piogge nelle ultime settimane, hanno favorito lo sviluppo del prezioso fungo ipogeo delle Langhe, requisito fondamentale per una buona raccolta.

Secondo Mauro Carbone, direttore del Centro Nazionale Studi Tartufo di Alba, prevedere l’andamento della stagione rimane complesso. Ha sottolineato su Repubblica come, a differenza dell’uva che cresce visibile in vigna, il tartufo si sviluppi nascosto sotto terra, rendendo le valutazioni più difficili. Carbone ha ricordato che l’estate è stata caratterizzata da temporali diffusi, senza le siccità estreme di altri anni, perciò vi sono tutte le condizioni per un avvio positivo. Ha però aggiunto che la stagione, iniziando ufficialmente il 1° ottobre, entrerà nel vivo solo più avanti.

Il confronto con il 2024 resta inevitabile: dopo un avvio incerto ma promettente, la raccolta aveva subito un peggioramento improvviso a metà novembre. I prezzi medi, passati da 400 euro all’etto del 12 ottobre a 600 l’8 dicembre, avevano confermato la difficoltà. Carbone ha definito quella stagione “anomala”, ricordando che di solito la produzione migliora col tempo, mentre in quell’occasione era accaduto il contrario, con una brusca interruzione tra il 10 e il 15 novembre. Un fenomeno così raro, ha precisato, non si registrava dagli anni Sessanta.

Lorenzo Tornato, presidente dell’associazione Liberi Tartufai di Alessandria e proprietario della giovane cagnetta Moka, ritiene che quest’anno la qualità sarà buona. Ha ricordato su Repubblica che il 2024 era stato molto difficile, con poche zone fortunate in cui si trovavano tartufi di dimensioni eccezionali, ma in generale una stagione negativa. Quest’anno, invece, sono caduti oltre 220 millilitri di pioggia in Piemonte e la presenza di molti funghi nelle colline verso la Liguria rappresenta, a suo avviso, un segnale positivo. L’unico dubbio riguarda gli effetti della siccità degli anni passati sulle piante.

Un punto critico rimane la salvaguardia dell’habitat naturale. Tornato ha spiegato che i cercatori chiedono maggiori controlli delle Forze dell’ordine e invitano a denunciare comportamenti scorretti. Ha inoltre sollecitato un impegno più deciso da parte della Regione affinché le tartufaie restino accessibili a tutti, magari acquisendo i terreni nel demanio pubblico per evitarne la speculazione.

Ha infine ribadito che la tutela delle tartufaie è una questione decisiva per il futuro del settore. Attualmente i proprietari che non tagliano gli alberi ricevono un contributo variabile: 20 euro per il rovere, 18,50 per salice e pioppo, 12,50 per il nocciolo, che produce poco tartufo bianco. Tornato ha dichiarato che sarebbe opportuno differenziare maggiormente la protezione, soprattutto sulle tartufaie storiche, e che occorrono investimenti economici significativi per garantire la salvaguardia di questo patrimonio.

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