Titolo di rara esecuzione, “Li finti filosofi” fu rappresentato per la prima volta a Palermo
nel 1798, quando Spontini era ancora un giovane compositore in formazione
napoletana in attesa di raggiungere Parigi.
La giovane Berenice finge di essere una studiosa di filosofia per eludere un matrimonio
combinato, mentre il suo astuto servo Geronzio trama nell'ombra. Il piano del servo è
far sposare la ragazza con il suo vero innamorato, Eugenio, ma senza perdere la ricca
dote della padrona. Tra intrighi, scambi di persona e finte convinzioni filosofiche, la
coppia riesce a coronare il proprio sogno d'amore beffando i tutori della ragazza.