Alessandria, 28/10/2025.
In occasione della mostra Pellizza da Volpedo: i capolavori, alla Gam di Milano dal 26 settembre 2025 al 25 gennaio 2026, i Musei Pellizza da Volpedo hanno ideato un itinerario di visita ai luoghi pellizziani nel paese di Volpedo (Alessandria), dove era nato nel 1868.
Quando Pellizza, ultimato il suo tirocinio artistico tra Milano, Sanremo, Venezia, Roma, Firenze, Bergamo e Genova, attorno al 1890, operò la non facile scelta di vivere a Volpedo, sancì nei fatti un rapporto stretto e indissolubile con gli uomini e con le atmosfere della sua terra, dando vita a una sequenza di opere la cui lettura ancora oggi, per essere esaustiva, non può prescindere dalla conoscenza e dalla frequentazione dei luoghi in cui sono state pensate e costruite.
Una fortunata vicenda urbanistica ha consentito al paese di mantenere ben riconoscibile la fisionomia ottocentesca, permettendo al visitatore di cogliere in tutta la sua pienezza e in tutta la sua forza il messaggio dell'arte e della cultura dell'autore del Quarto Stato: dallo studio dell'artista in via Rosano alla famosa piazza Quarto Stato, dove si trova il museo didattico, fino ai luoghi in cui Pellizza ha dipinto i suoi capolavori.
L’itinerario di visita a Volpedo inizia dalla pieve romanica di San Pietro, estranea al patrimonio pellizziano ma letteralmente incastonata all’interno del suo mondo, tra l’abitazione e lo studio da una parte, e piazza Quarto Stato dall’altra. La pieve che ha origine nel X secolo, è stata ampliata nel XV secolo, e presenta affreschi di scuola tortonese e lombarda che vanno dalla metà del XV secolo all'inizio del successivo.
Lo studio del pittore è situato in via Rosano, nella periferia occidentale del paese, ed è tornato all’aspetto originario a seguito di attenti restauri eseguiti tra il 1990 e il 1994. Consiste in un unico ampio locale che Pellizza fece costruire di fianco alla propria abitazione a incominciare già dal 1888. Nel 1896 l’ambiente venne ingrandito e dotato di un grande lucernario per il quale il pittore stesso aveva preparato i disegni. Nel 1966 le figlie Maria e Nerina lo donarono al Comune di Volpedo affinché venisse aperto agli studiosi e al pubblico a scopo di istruzione. Fu allora che venne costruita l’attuale rampa di accesso dall’esterno, mentre originariamente l’ingresso al locale avveniva direttamente dall'abitazione. Nello studio sono conservati gli strumenti di lavoro, gli oggetti di uso quotidiano, i libri, il cospicuo epistolario e alcune opere significative del pittore di Volpedo, tra le quali emergono il ritratto del padre e della madre, un autoritratto a olio giovanile e un altro della maturità a carboncino conté su tela, in stretta relazione con l’Autoritratto degli Uffizi, nonché due veline di preparazione al Quarto Stato.
Lo studio di Pellizza, raro esempio di atelier ottocentesco aperto alla fruizione pubblica, si presenta oggi non soltanto come un contenitore prezioso delle memorie dell'artista, ma come un ambiente vivo in grado di aiutare il visitatore a comprendere nel profondo la sensibilità, i toni e la cultura del pittore di Volpedo.
Si passa poi alla famosa piazza Quarto Stato, il luogo dove Pellizza, tra il 1891 e il 1901, collocò l’avanzare dei lavoratori dell'omonimo dipinto, per il quale fece posare contadini e artigiani scelti fra i suoi compaesani volpedesi. «Siamo in un paese di campagna, sono circa le dieci e mezzo del mattino d’una giornata d’estate, due contadini s’avanzano verso lo spettatore, sono due designati dall’ordinata massa di contadini che van dietro per perorare presso il Signore la causa comune»: con queste parole Pellizza descriveva nel 1892 il progetto per un quadro di tema sociale destinato a incarnare l’ideale «non di un’arte per l’arte ma quello di un’arte per l’umanità». Un progetto che si sarebbe pienamente configurato nel Quarto Stato (1898-1901), passando attraverso le precedenti tele di Ambasciatori della fame (1891-1892), Fiumana (1895), Il cammino dei lavoratori (1898-1899).
La piazzetta in cui Pellizza ambientò la grande tela presenta ancora oggi le dimensioni e le prospettive di fine Ottocento, grazie a una serie di recuperi importanti condotti nell’ultimo decennio. Lo spettatore, collocandosi nella stessa postazione in cui Pellizza dipingeva (il sito è indicato con un lampione), avendo dietro di sé la facciata di palazzo Malaspina, può immaginare senza fatica la scena del Quarto Stato, aiutato dal contesto ambientale sostanzialmente integro e dai riquadri di pietra opportunamente disposti nell’acciottolato della piazza, a segnalare la posizione dei tre personaggi in primo piano e della massa di persone alle loro spalle.
La meridiana, presente ai tempi di Pellizza sulla facciata della casa contrapposta al palazzo signorile, ridisegnata nel 2004 su progetto di Luciano Agnes, è tornata a segnare i ritmi di un luogo in cui i silenzi e i colori sono gli stessi di cent’anni fa.
Per presentare il mondo e l’arte di Pellizza anche agli studenti e a un pubblico non specialistico è stato allestito nel Palazzo del Torraglio, in piazza Quarto Stato, un museo didattico, a cura di Aurora Scotti, direttrice scientifica dei Musei di Pellizza. Pannelli esplicativi, immagini fotografiche, documenti e oggetti vari presentano in sezioni diverse Volpedo e Pellizza, la sua famiglia e la sua biografia, esaminando il percorso pittorico dell’artista nel passaggio dal realismo al simbolismo, con attenzione ai cicli ispirati ai temi dell’amore e della natura. Particolare cura è stata riservata alla costruzione dell’opera d’arte, soprattutto attraverso gli esempi di Processione composizione cruciale nel momento di passaggio alla tecnica divisionista) e del Quarto Stato, alla cui elaborazione decennale è dedicato ampio spazio.
La visita ai Musei di Pellizza è gratuita nei giorni sabato, domenica e festivi nei seguenti orari di apertura: da ottobre ad aprile in orario 15.00-17.00; da maggio a settembre in orario 16.00-19.00 (giorni di chiusura 25 dicembre e primo gennaio). È inoltre possibile concordare visite guidate per gruppi o scuole, anche al di fuori degli orari di apertura; per maggiori informazioni contattare l'Associazione Pellizza da Volpedo OdV telefonando al 338 5633056 o inviando un messaggio al 348 0515481.