Dalla definizione formale del classicismo haydniano alle tensioni cromatiche di Skrjabin, il recital evidenzia l’evoluzione del pianoforte sotto il profilo strutturale, timbrico e virtuosistico. La Sonata in re maggiore di Haydn apre con architettura equilibrata e chiarezza tematica; quella di Beethoven sviluppa un discorso segnato da contrasti dinamici e spinta propulsiva. I Fantasiestücke di Schumann approfondiscono la dimensione caratteristica attraverso un articolato gioco di motivi e colori armonici; Skrjabin, visionario anticipatore dell’arte moderna, esplora soluzioni tonali avanzate e tensioni estatiche. Per chiudere, l’Andante spianato e Grande Polonaise brillante di Chopin integra cantabilità e scrittura virtuosistica, valorizzando controllo tecnico e finezza interpretativa di Christos Fountos al pianoforte.