Palazzo delle Papesse
Il Palazzo Piccolomini, uno dei più imponenti della Siena umanistica, viene chiamato "delle Papesse" poiché fu commissionato dalle sorelle di Pio II, Laudomia e Caterina. La costruzione dell’antica dimora, i cui lavori, a partire dal 1460, furono seguiti con determinazione dalla stessa Caterina, in parte si ispira al palazzo Medici in via Larga a Firenze, con il bugnato e i grandi portali a tutto sesto del piano terreno, mentre le bifore con gli archi a sesto acuto restano ancora in parte legate allo stile goticheggiante senese. L’attribuzione del disegno è stata riferita a Bernardo Rossellino, l’architetto di Pienza, ma anche ad Antonio Federighi, maestro senese.
Il Palazzo, nel 1633, ha ospitato lo scienziato Galileo Galilei che da qui ebbe a osservare la luna, scoprendo che questo satellite non era perfetto né sferico come si riteneva, ma costellato in superficie da montagne e crateri.
Nel 1884 l’edificio fu acquisito dalla Banca Nazionale del Regno (dal 1893 Banca d’Italia), e adattato alla nuova funzione da Augusto Corbi, fra i più stimati architetti della Toscana meridionale nel secondo Ottocento, epoca alla quale risalgono le decorazioni pittoriche a festoni di fiori e frutta, grottesche e candelabre, eseguite dai protagonisti della scuola purista senese, che vanno a sovrapporsi ai precedenti ornamenti della prima metà del XIX secolo, già riferiti ai fratelli Cesare e Alessandro Maffei. Dal 1998 fino 2008 le Papesse diventano Centro per l’arte contemporanea istituito dal Comune di Siena. Dal mese di giugno del 2024 il Palazzo è di proprietà di Opera Laboratori che si occupa di gestione museale e progettazione culturale.