L'arte teatrale si rinnova con L'avaro immaginario, un'opera che rivisita il classico di Molière, portando sul palcoscenico del Teatro La Provvidenza a Vallo della Lucania un mix di ironia e riflessione.
Il testo presenta un viaggio teatrale e temporale nel Seicento, seguendo Oreste Bruno da Nola e la sua famiglia verso Parigi, simbolo del teatro di Molière. Quest’avventura è anche una fuga dalla peste, alla ricerca di sogni e speranza.
Viene evidenziata la corrispondenza tra Oreste e Molière e la connessione culturale tra Napoli e la Francia dell’epoca.
Si fa riferimento all'eredità di Giordano, zio di Oreste, e all'influenza di Molière su generazioni successive, in particolare sui De Filippo, che hanno esplorato opere come L’Avaro e Il Malato Immaginario, sfumando i confini tra teatro e vita.