A quindici anni dal debutto, torna in scena uno degli spettacoli centrali nel percorso artistico di Babilonia Teatri,
The end, Premio Ubu 2011 nella sezione “Nuovo testo italiano o ricerca drammaturgica”. Scritto da Valeria Raimondi ed Enrico Castellani in un momento di passaggio, mentre entrambi stavano per accogliere una nuova vita e attraversavano la malattia di una persona cara,
The end riflette sulla linea che separa vita e morte. La morte oggi non si nomina. Viene nascosta, rimossa, confinata altrove. Vecchi, malati e morti vengono separati dai vivi, come corpi estranei da non guardare. Ma l’illusione dell’eterna giovinezza non basta a cancellare la paura: quando la morte ci sfiora, irrompe con forza comica e tragica insieme. Lo spettacolo indaga questa rimozione, fotografando le contraddizioni di un presente che ci vuole immortali eppure ci ricorda ogni giorno la nostra fragilità: una combustione lenta, sotterranea, che continua a bruciare sotto la cenere. Quindici anni dopo,
The end è ancora un grido e una carezza. Una carezza a chi ci lascia, a quello che ci lascia. Un grido che esprime la difficoltà ad accettare ogni fine.
Oltre a presentare lo spettacolo, il TTV propone un incontro con Babilonia Teatri, che lo scorso anno ha ricevuto il Premio Riccione speciale per l’innovazione drammaturgica. La motivazione di quel premio centra alla perfezione lo spirito di
The end e di tutta la produzione della compagnia: “Per un teatro pop, rock, punk… Castellani e Raimondi vanno alla ricerca delle motivazioni primarie che, oggi, ci rendono umani. Nelle nostre vite, nelle nostre ossessioni, nelle nostre illusioni. Il contributo di questo nucleo artistico è fondamentale nel chiarire che la parola sta lì per nominare, per dare corpo e sostanza al testo scritto e a quello scenico, in modo che il teatro possa scrivere, al presente, un nuovo modo di pensare e figurare il mondo”.