Muro come argine. Muro come incomprensione.
Muro come spalle al muro.
Muro come separazione.
Muro come difesa.
Ma anche muro che deve crollare per unire.
Muro da scalare per guardare l’orizzonte.
Muro come tela da dipingere per urlare.
Muro come braccia che si uniscono per accogliere.
Uno spettacolo che parla di piccole storie, quelle quotidiane di tutti i giorni, dove linee sottili o ingombranti mattoni separano un’umanità da un’altra.
Persone che ergono muri e persone che li abbattono, persone che si nascondono per non vedere, per non affrontare, e persone che sul muro incidono parole e disegni di ribellione e amore.
Uno spettacolo per raccontare i muri, quelli visibili e invisibili che sono dentro e fuori di noi, per parlare di quelle voci nascoste che grazie ai muri hanno agito oltre gli ostacoli per compiere i piccoli atti eroici che ogni giorni avvengono rumorosamente silenziosi accanto a noi.