L'ora del colloquio al Teatro Storchi di Modena: un dialogo diretto tra attori e pubblico

Un evento imperdibile a Modena
lunedì27gennaio2025

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Lunedì27Gennaio2025
Evento terminato

In occasione del Giorno della Memoria 2025, lunedì 27 gennaio alle ore 19 presso il Teatro Storchi, Valter Malosti cura una serata di straordinario valore storico-culturale dedicata alla vitale funzione sociale delle parole di Primo Levi, uno dei più rilevanti e acuti testimoni del secolo scorso.
In scena insieme all’attore Danilo Nigrelli, Malosti con L’ora del colloquio prosegue la sua lunga esplorazione artistica attorno alla scrittura di Levi, proponendo questa volta la lettura scenica di una serie di testi selezionati a partire dalle proposte di Martina Mengoni e Alice Gardoncini – tratti dai carteggi di Primo Levi con numerose personalità di area tedesca e austriaca, tra le quali lo storico austriaco antifascista Herman Langbein; il traduttore Heinz Riedt; l’ingegnere chimico Ferdinand Meyer, conosciuto durante la prigionia ad Aushwitz. La selezione è arricchita inoltre da alcuni estratti dal capitolo Le lettere di tedeschi tratto da I sommersi e i salvati e da un frammento de La ricerca delle radici.

Questi testi epistolari sono emersi grazie al progetto di ricerca ERC Starting Grant LeviNeT, coordinato da Martina Mengoni, finanziato dallo European Research Council e sviluppato all’Università di Ferrara, con la partecipazione del Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino. «Il progetto mira a costruire un’edizione bilingue italiana e inglese dei carteggi di Primo Levi con i suoi interlocutori tedeschi e germanofoni sulla piattaforma www.levinet.eu» sottolinea Martina Mengoni, «e il primo carteggio, quello con Hermann Langbein, è già online; altri ne arriveranno a brevissimo e entro il 2027 il portale sarà completo. Nel frattempo, una selezione delle lettere tra Levi e Heinz Riedt è uscita da poco più di due mesi a cura di Martina Mengoni per l’editore Einaudi (Primo Levi, Il carteggio con Heinz Riedt, collana Letture)». Il 23 gennaio sarà inaugurata a Palazzo Madama di Torino una mostra su questi carteggi, sempre nell’ambito del progetto LeviNeT, promossa dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi e curata da Domenico Scarpa.

Nel complesso, quelle di Levi con i tedeschi sono lettere che offrono una viva rappresentazione del complesso confronto post-bellico tra Levi e i suoi interlocutori tedeschi, mettendo in luce dinamiche di tensione e introspezione, ma anche un’ostinata ricerca di reciproca comprensione. È proprio in questa sua capacità di aprire uno spazio di confronto e di fare del racconto personale uno strumento di dialogo collettivo che risiede l’importanza dell’eredità di Primo Levi, specie in un momento storico come quello attuale con tremendi conflitti in corso e delicati equilibri geopolitici. Le lettere e i testi narrativi posso essere visti come un ponte tra passato e futuro, tra vittime e carnefici, tra chi racconta e chi ascolta: essi offrono una prospettiva unica su come affrontare il peso delle responsabilità collettive e individuali, creando uno spazio di consapevolezza condivisa.

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