Lo spettacolo è un doveroso omaggio al grande Maestro Giacomo Puccini da parte del
gruppo Italian Harmonists.
Un titolo scanzonato quello del loro recital, che intende unire, nel percorso narrativo del
Puccini uomo e compositore, le sue grandi passioni: musica, donne, motori e tecnologia.
Le automobili furono lo specchio del suo carattere irrequieto, incessantemente alla
ricerca di novità e segno di libertà, autonomia e ricchezza. Le cronache ci dicono che tra
il 1901 e il 1924 ne acquistò addirittura quattordici, a partire dalla splendida De Dion
Bouton, quando ancora nemmeno il re d’Italia ne possedeva una. Amava le nuove
tecnologie, si interessava dei continui sviluppi della meccanica…e se lo poteva
permettere. Del resto, l’automobile è sempre una lei e lui, che di donne e motori s’intende
parecchio, trova naturale ammirare con trasporto l’involucro perfetto della carrozzeria e
accarezzare quegli interni trafilati di pelle come se sfiorasse l’incarnato di una donna, o
far andare su di giri il motore come se desse voce ai suoi personaggi, Mimì, Manon,
Tosca, Butterfly, Turandot, protagoniste dei suoi drammi, elementi imprescindibili di
molte delle sue opere, ‘motore ’e anima della vicenda.
Il gruppo vocale è composto da quattro tenori, un basso e un pianista, che ci raccontano
Puccini in musica e parole, con la maestria e la brillantezza che da sempre li
contraddistingue, attraverso una offerta musicale variegata ed inedita.