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Magazine, 27/10/2025.
La notte di Halloween si sta avvicinando, il momento in cui si dice che il velo tra i due mondi, il nostro e quello dell'invisibile, si assottigli a tal punto da permettere il passaggio di entità da una dimensione all'altra. Questa festa porta sempre con sé milioni di parole, opinioni, polemiche e - talvolta - vere e proprie prese di posizione piuttosto accorate, soprattutto da parte di coloro che vedono questa celebrazione come pericolosa, se non addirittura satanista.
Halloween, nel Ventunesimo secolo, è principalmente una festa commerciale, di quelle che - piaccia o no - hanno particolare importanza per le aziende che producono dolci, in vista del tradizionale Dolcetto o Scherzetto? ma anche per brand di make up, di abbigliamento e per tutti quei locali che la sera del 31 ottobre propongono feste o menù a tema. Niente di spaventoso fin qui, solo marketing che ci introduce al periodo del Natale, con il suo shopping sfrenato. Ma è davvero tutto qui? Assolutamente no: Halloween é una celebrazione dai significati molto più profondi di quello puramente commerciale, perché un vero e proprio Capodanno, ossia di un momento di passaggio tra una fase ad un'altra dell'anno, che ebbe i natali in Europa, in particolar modo in Irlanda.
Come per tutti i fenomeni culturali che includono credenze religiose, in particolar modo quelle che hanno una radice nel paganesimo, si parla sempre di sincretismi, ossia di convergenze tra antiche conoscenze, cristianesimo e cattolicesimo, che si sono mescolate, rincorse e sovrapposte durante i secoli.
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Siamo nell'alto Medioevo, in Irlanda, in quel periodo dell'anno in cui il buio fa capolino molto presto e le notti sono lunghe e fredde, inoltre ci troviamo all'interno di una cività basata principalmente su una scarsa agricoltura e sulla caccia. In questo contesto sarebbe nato il seme di Halloween, generato dall'antica festa celtica di Samhain, una sorta di Capodanno, di celebrazione della fine dell'estate e degli ultimi raccolti, prima della lunga stagione buia e fredda.
I prodotti stagionali della terra, come le rape e alcune abitudini, come quelle di accendere i falò per rischiarare le notti sono quindi elementi fondamentali nella società e nel folklore celtico, così come i travestimenti con le pelli di quegli animali che all'epoca rappresentavano, insieme ai frutti dei raccolti, la fonte principale di sostentamento. Ciò, tra l'altro, succede un po' ovunque in Europa: un esempio lampante sono le maschere dei Mamuthones e degli Issohadores in occasione del Carnevale in Sardegna oppure i Krampus in Trentino.
Si trattava quindi di grandi rappresentazioni, messe in scena della realtà quotidiana. La parte più esoterica, se così la vogliamo chiamare, era comunque legata all'oscurità. L'Umanità, in maniera archetipica, ha sempre temuto l'oscurità, in quanto misteriosa. La non conoscenza ha quindi spontaneamente generato comportamenti volti ad esorcizzare la paura dell'ignoto. Attraverso celebrazioni e faló si esorcizzava quindi la paura nei confronti di ciò che ci attende (o che non ci attende) dopo la morte.
Quando si parla di Halloween, automaticamente l'immagine più comune é quella delle zucche intagliate, che però hanno origine americana, in quanto furono importante nel Vecchio Continente dopo la scoperta del Nuovo Mondo. L'usanza di intagliarle e illuminarle ha avuto quindi origine in America, ma le radici della leggenda di Jack O' Lantern é anche in questo caso irlandese ed é una raffigurazione fantasiosa dei fuochi fatui delle torbiere, ossia fenomeni luminosi di autocombustione dovuti alla presenza di gas derivanti dalla decomposizione di materiali organici.
Jack O'Lantern, ubriacone e poco raccomandabile, ma molto scaltro riuscì addirittura ad ingannare il Diavolo. Una volta passato a miglior vita, Jack non poteva entrare né in Paradiso, in quanto peccatore, né all'Inferno, per via della sua scaramuccia con il Signore delle Tenebre. Fu condannato quindi a vagare tra il mondo degli spiriti e quello degli umani per l'eternità, al buio, munito solo di una rapa in cui era stata inserita una candela, per poter vedere il suo percorso.
Questa leggenda, arrivata in America a seguito della massiccia immigrazione irlandese a causa delle varie carestie, come quelle della metà dell'Ottocento, trovò nelle zucche, in America molto più diffuse delle rape, la sua sistemazione perfetta. Anche in questo caso le tradizioni si mescolano, perché esistono testimonianze in Pianura Padana di zucche che contenevano al loro interno lumini e candele, per illuminare i borghi più bui, addirittura fino agli anni Cinquanta del secolo scorso.
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Un'altra curiosità di cui spesso si parla quando si tratta di Halloween é l'origine di questa parola, una forma contratta dell'espressione inglese di origine scozzese All Hallows' Eve, la vigilia della festa cristiana di Tutti i Santi, celebrata appunto nella notte del 31 ottobre. Per cercare le origini della festa di Ognissanti, addirittura, ci si perde nella notte dei tempi, in epoca romana, quando la celebrazione avveniva a maggio, sovrapponendosi a quella pagana dei Lemuralia. Fu spostata al primo novembre, giorno successivo al 31 ottobre, da Papa Gregorio III, nei dieci anni del suo pontificato, a partire dal 730 d.C.
Facendo un salto temporale da veri acrobati veniamo ricatapultati in America, dove la festa dedicata ai travestimenti, ai dolci e alle trovate commerciali si è sviluppata per come la conosciamo oggi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, in pieno boom economico, il periodo natalizio ha iniziato a significare una sola parola: business, possibilmente da cavalcare con grande anticipo. Quale periodo migliore, quindi, per iniziare la stagione dello shopping? Risposta: Halloween.
Rimanendo in USA, veniamo al celebre Trick or Treat? (Dolcetto o Scherzetto?). Anche in questo caso l'origine è europea, quando nel Medioevo i pellegrini che si recavano a Roma, ma in alcuni casi anche semplici mendicanti, bussavano di porta in porta chiedendo del cibo. In cambio di pane alle spezie e frutta secca, venivano promesse preghiere per i defunti. Questa tradizione, arrivata in America a seguito delle massicce emigrazioni europee, diventò col tempo il famoso Dolcetto o Scherzetto?
Concludendo, Halloween si può definire come un immenso calderone di tradizioni europee arrivate nel Nuovo Mondo. Niente satanismo, occultismo o magia nera, solo tradizioni di un'Europa contadina che si spostò in America per cercare una vita migliore. Proprio nel continente americano, in special modo in Messico, convivono serenamente la religione cattolica e quella delle popolazioni native, in un abbraccio di tradizioni che hanno un solo, nobilissimo, obiettivo: quello di ricordare le persone che hanno lasciato questa terra. El Día de los Muertos, con i teschi decorati e colorati e le sfilate delle Catrina, sono tradizioni che derivano addirittura dall'età precolombiana, sviluppatasi tra le popolazioni Incas e Azteche.
Catrina, Pixabay
Tra queste, una menzione d'onore va a quella secondo cui, nella notte tra il 27 e 28 ottobre, las mascotas, ossia i nostri amici animali che ci hanno lasciato, tornano a trovarci. Per questo vengono allestiti altari coloratissimi, proprio come quelli che si realizzano per ricordare i cari che che ci hanno lasciato, per celebrare l'amicizia tra animali e umani, un sentimento così forte che neppure la Morte può cancellare. Anche i cimiteri messicani si addobbano a festa per la celebrazione dei morti, con fiori arancioni, i cempasúchil e banchetti di cibo che si consumano vicino alle tombe dei propri famigliari. Il film Coco, una mega produzione Pixar-Disney è un racconto delicato, divertente e commovente proprio di queste tradizioni, che continuano a vivere nella società messicana.
Di Paola Popa