Napoleone all'Isola d'Elba. Le bellezze di villa San Martino

Magazine, 04/09/2025.

A scuola l’abbiamo studiata tutti: la caduta di Napoleone, il primo esilio all’Isola d’Elba, la fuga, i celebri Cento Giorni e infine l’esilio definitivo a Sant’Elena. All’Elba, in realtà, Napoleone rimase soltanto dieci mesi: il tempo di acquistare una casa di campagna nella zona agricola di San Martino e avviare lavori di ristrutturazione per adattarla alle sue esigenze di condottiero ed ex imperatore. Il viale d’accesso alla villa è particolarmente scenografico, così come il cannocchiale visivo dalla terrazza, che si apre fino al mare.

La prima struttura che si incontra è la Galleria Demidoff, caratterizzata da portici colonnati esterni e splendidi corridoi interni con soffitti a cassettoni decorati in blu e oro, arricchiti dai simboli napoleonici. Dopo i Cento Giorni la villa cadde in abbandono, finché fu acquistata dal principe russo Anatolio Demidoff, marito per alcuni anni di Matilde Bonaparte, nipote di Napoleone, e grande estimatore dell’ex imperatore. Figura di spicco della cultura fiorentina, Demidoff completò i lavori nella villa e fece realizzare un grande museo destinato a raccogliere i cimeli napoleonici.

Inaugurato nel 1859, il museo ospitava, oltre alle reliquie dell’Imperatore e della sua famiglia, statue, quadri, stampe e opere d’arte di Canova, Chaudet, Gérard, Vernet, Bellangé, Morelli, Grenier e altri artisti. Dopo la morte del principe, il nipote Paolo disperse gran parte della collezione; oggi restano soltanto stampe del periodo napoleonico, provenienti da collezioni private. Dal 1930 la villa è di proprietà dello Stato italiano ed è sede, insieme alla Villa dei Mulini, del Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche dell’Isola d’Elba, dove si possono ammirare incisioni, litografie e acqueforti di storia napoleonica.

La palazzina abitata da Napoleone presenta al piano superiore alcune stanze riservate ai suoi più fidati collaboratori, Bertrand e Drouot, e allo stesso Napoleone. Tutti gli ambienti, disposti attorno a un salone centrale detto Camera del Consiglio, sono comunicanti. Questa sala, nota anche come Sala del Nodo d’Amore, presenta sul soffitto un grande velario rosa su fondo azzurro, con al centro due colombe che reggono nel becco un nastro annodato: un riferimento alla separazione forzata di Napoleone dalla consorte Maria Luisa. Nella camera da letto dell’Imperatore, le pareti imitano tendaggi dipinti, mentre il soffitto a finto cassettoni alterna le api napoleoniche all’insegna della Legion d’Honneur.

Il cuore della villa è la Sala Egizia, decorata in trompe-l’œil con scene esotiche scandite da colonne a forma di papiro, simili a quelle dei templi egizi, e architravi con geroglifici che richiamano le imprese di Napoleone in Egitto. Al centro si trova una vasca ottagonale che un tempo ospitava piante di papiro, sopra la quale il soffitto è decorato con un grande zodiaco.

Da una delle porte della sala si intravede la statua della Galatea, attribuita ad Antonio Canova, che si sarebbe ispirato alle fattezze di Paolina Bonaparte.

La Villa San Martino e la Galleria Demidoff sono circondate da un magnifico giardino alberato.

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