©Guidi Car
Magazine, 30/01/2026.
Nel panorama dell’automotive, esistono realtà che resistono al tempo non perché si oppongono al cambiamento, ma perché lo sanno interpretare.
Guidi Car ne è un esempio. Fondata oltre sessant’anni fa, in una Toscana che muoveva i primi passi verso la modernizzazione, l’azienda ha costruito nel tempo un modello di impresa che coniuga tradizione, innovazione e consapevolezza ambientale.
Quella di Guidi Car non è la storia di un’espansione rapida né di una trasformazione improvvisa.
È piuttosto un percorso calibrato, fatto di decisioni ponderate, legami territoriali solidi e una crescita che ha sempre messo al centro la sostenibilità: delle scelte, delle relazioni, dei processi.
Il primo passo significativo arriva nel 1969, quando l’impresa – nata per iniziativa di Guido Guidi – ottiene il mandato ufficiale con Mercedes-Benz. È un passaggio strategico, che anticipa di dieci anni la nascita ufficiale del marchio Guidi Car.
Da lì, un tassello alla volta, prende forma un’organizzazione imprenditoriale che oggi rappresenta una delle realtà più strutturate tra Toscana e Liguria.
Sette sedi operative, distribuite in aree chiave: Lucca, Massa-Carrara, La Spezia, Montecatini Terme, Guamo, Viareggio e Chiesina Uzzanese. Ognuna di esse è il risultato di un’analisi precisa delle esigenze locali, non una replica della precedente.
Non c’è standardizzazione, ma coerenza.
Il Gruppo rappresenta marchi di riferimento come Mercedes-Benz, Volkswagen, Volkswagen Veicoli Commerciali (attraverso il brand Volauto) e Volvo.
Ma non si limita alla distribuzione: costruisce un’esperienza che comprende consulenza, noleggio, acquisto dell’usato, assistenza tecnica e servizi post-vendita.
Allo stesso modo, l’offerta si articola in proposte pensate per adattarsi a esigenze diverse.
C’è chi cerca un SUV elegante e prestazionale per lunghi viaggi, e trova nella Mercedes GLC una risposta solida.
Chi, invece, predilige un’auto compatta ma distintiva, può orientarsi verso la Volvo XC40 o la Volkswagen Taigo nuova.
Guidi Car non propone semplicemente modelli: interpreta bisogni, contesti d’uso, stili di vita.
A distinguere l’azienda è anche il modo in cui ha affrontato l’innovazione.
La digitalizzazione dei processi non è stata un intervento accessorio, ma una ridefinizione sostanziale dell’organizzazione interna.
Il riconoscimento ottenuto come Best Digital Dealer non è frutto di campagne promozionali, ma della concretezza con cui sono stati integrati strumenti, piattaforme e soluzioni pensate per semplificare l’esperienza cliente.
Il digitale, per Guidi Car, non è fine a sé stesso: è una leva operativa, al servizio di una relazione diretta e qualificata.
Anche la sostenibilità, qui, ha un significato più profondo.
Non si limita all’adozione di pannelli solari o alla raccolta differenziata – pratiche ormai diffuse – ma si manifesta in una gestione aziendale che evita gli sprechi, valorizza le risorse interne e investe in interventi realmente utili.
Ne sono esempio la nuova sede Volauto di Chiesina Uzzanese, con oltre 5.000 metri quadrati progettati per l’efficienza, o il centro usato di Guamo, dove più di 200 veicoli sono gestiti con criteri di ottimizzazione logistica.
L’impegno sociale è un altro tassello del modello Guidi Car.
Da anni, il Gruppo sostiene la Play Therapy dell’Ospedale Pediatrico Meyer e la piantumazione di alberi nuovi per la riforestazione delle città in cui è presente tramite l’associazione Talea, due iniziative che non nascono da una logica di sponsorizzazione, ma da una precisa volontà di restituire valore al territorio.
È un impegno che non viene ostentato, ma che fa parte dell’identità aziendale tanto quanto i servizi offerti o i marchi rappresentati.
Oggi, dopo oltre sei decenni di attività, Guidi Car continua a muoversi con equilibrio.
Non insegue le mode, ma riconosce i segnali del mercato. Non rincorre le tendenze, ma ascolta il contesto.
Il risultato è un’impresa che evolve con coerenza, senza mai perdere il proprio tratto distintivo.
Una realtà in cui l’innovazione non cancella le radici, ma le valorizza.
E dove la crescita è, da sempre, una questione di responsabilità.