Queste Stagioni sono “mezze” perché intrecciano celebri standard jazz con le Quattro Stagioni di Vivaldi. Il filo narrativo segue il ciclo delle stagioni, intese non solo come fenomeno naturale, ma come metafora degli amori e della condizione umana. Un percorso che riflette la parabola della vita: ogni fine contiene già un nuovo inizio.
Primavera
La nascita, il risveglio. I ritmi afro accompagnano il canto degli uccelli evocato da Vivaldi, mentre la malinconia di I’ll Remember April si intreccia alla leggerezza e alla gioia swing di Smile, It’s Spring.
Estate
Il calore, la tensione, la tempesta. Alla furia improvvisa del temporale vivaldiano si affianca il racconto di un afroamericano che canta la propria condizione in Caesar’s Blues, trovando infine rifugio in Summertime, una ninna nanna universale, materna.
Autunno
Il tempo della maturità e del raccolto. La festa della vendemmia descritta da Vivaldi incontra i colori e i ritmi di una città cosmopolita in Autumn in New York, fino alla dolce malinconia di un amore che si spegne in Autumn Leaves.
Inverno
Il silenzio, l’attesa, la sospensione. Si apre con l’Adagio dall’Inverno di Vivaldi, per poi attraversare una selezione di canti natalizi – God Rest Ye Merry Gentlemen, Stille Nacht, Jingle Bells, Deck the Halls – riletti in un coinvolgente ritmo swing, tra intimità e festa.