La 64ª edizione dello Stresa Festival, con la direzione artistica di Mario Brunello, accoglie nuovamente VoceAllOpera, il progetto di “opera tascabile” ideato da Gianmaria Aliverta per valorizzare giovani interpreti e sperimentare nuove forme di teatro musicale. Dopo i successi di Rigoletto e Le Nozze di Figaro, quest’anno sarà la volta del Don Giovanni di Mozart, in scena martedì 2 e mercoledì 3 settembre alle 19.30 nella suggestiva cornice dell’Isola dei Pescatori. In caso di maltempo gli spettacoli si terranno al Centro Congressi di Stresa. I biglietti vanno dai 25 ai 40 euro, con partenza dall’imbarcadero di Stresa mezz’ora prima dell’inizio.
Il 2 settembre alle 17.30, sul palco acustico La Catapulta allestito sul Lungolago di Stresa, sarà presentato il volume Il loggionista impenitente di Alberto Mattioli, con la partecipazione dell’autore, di Gianmaria Aliverta e di Barbara Minghetti. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Il nuovo allestimento di Don Giovanni nasce dai vincitori del Concorso Lirico Internazionale Giancarlo Aliverta 2024, promosso da VoceAllOpera. Il cast vedrà protagonisti:
La parte strumentale sarà affidata al Venthos Ensemble (Giacomo Catana e Mauro Spinazzè ai violini, Francesco Lovato alla viola, Massimo Raccanelli al violoncello). Scene di Francesca Donati, costumi di Sara Marcucci.
Questa produzione punta su un approccio fortemente attoriale e corporeo, dove i cantanti non sono solo voci ma veri interpreti scenici. «Non è mio compito giudicare Don Giovanni – spiega Aliverta – ma raccontarlo così come Mozart lo ha concepito: un uomo coerente fino in fondo, che preferisce morire piuttosto che fingere di essere qualcun altro. È così che entra nel mito».
Fondata a Milano nel 2013, VoceAllOpera è un’associazione di promozione sociale che offre opportunità di debutto a giovani artisti. Negli anni, grazie al lavoro di scouting di Aliverta, sono emersi direttori come Michele Spotti, Marco Alibrando, Niccolò Jacopo Suppa e cantanti come Maria Mudryak, Chiara Isotton, Federica Vitali, Oreste Cosimo, Giuseppe Infantino, Alessia Panza.
Con oltre 80 titoli firmati in dieci anni di carriera, Aliverta è considerato uno dei registi più versatili della sua generazione. È noto per il suo approccio che mette in secondo piano lo sfarzo scenografico per concentrarsi sui personaggi e sulla recitazione dei cantanti, tanto da essere definito “l’inventore dell’opera low cost”. Accanto alla regia, porta avanti anche l’attività didattica nei conservatori e nelle accademie per giovani registi.