Da venerdì 1 a venerdì 8 agosto, la Torre Carolingia di Framura (La Spezia) ospita Cose fuori posto, mostra di Enrico Carbonino, visitabile tutti i giorni dalle 19 alle 23.
Lui li chiama manufatti strampalati. Sono tazzine e brocche nere con gli occhi e il becco giallo riunite come una simpatica famiglia di merli, le lampade “Tubo spaziale” e “Concetto spaziale naturale”, porta spirale antizanzare con gli occhi e il naso lungo dove infilzarla, lanterne-zampironi “Royal Family” ispirate alle maschere rituali africane, la composizione “Effetti del malgoverno” con una gabbia che imprigiona le colombe pacifiste, la serie “Pietre occhiute”, la tenda “Le ombre delle acciughe”, un demone protettore e anche un’urna cineraria biposto.
Oggetti in ceramica, legno, pietra, radici, estrapolati dal loro contesto e rivitalizzati con ironia per diventare d’uso comune, decorativi e di arredo. Pronti a trovare un nuovo posto nel mondo. «Sempre più spesso – spiega Enrico Carbonino – ci accorgiamo delle molte cose fuori posto. E non penso soltanto alla seconda carica dello Stato italiano e al presidente degli Stati Uniti. Anche nel nostro microcosmo spesso lo scolapasta non si trova nell’armadietto giusto e le matite non sono dove servirebbero. Come se una forza dispettosa si incaricasse di sconvolgere il mondo, cambiando le normali leggi dell’ordine e della logica. Certo, non è facile trovare il proprio posto ed è difficile anche assegnare un posto alle cose più semplici». L’ Autore ha osservato e ha agito, mettendo la firma sull’idea di un mondo dove è bello stare.
Le ceramiche sono realizzate presso l’Istituto per le Materie e le Forme Inconsapevoli di Genova.
Enrico Carbonino si è laureato in Architettura nel 1980; ha lavorato in Mozambico e Sudafrica per la cooperazione italiana con una Ong. A Genova ha svolto attività come libero professionista fino al 2024. Gli oggetti d’uso e di arredo sono parte dei suoi interessi.