Giovedì 29 gennaio 2026 si svolge a Cantù (Como) il tradizionale rogo della Giubiana, evento legato alla leggenda della Giubiana.
Diversamente dalla maggior parte delle località brianzole, che ritraggono la Giubiana come una vecchia strega che si cibava di bambini, a Cantù ha le sembianze di una bellissima fanciulla che secoli prima avrebbe tradito la città. Durante la decennale guerra tra Como e Milano (1118-1127) Cantù, alleata della capitale ambrosiana, resisteva fieramente all'assedio dei Comaschi. Una notte bussò alle porte della città una fanciulla dall'aspetto celestiale che chiedeva asilo. Le porte le furono aperte e le fu concessa ospitalità. Ma la giovane si impossessò delle chiavi della città e le consegnò ai nemici. Cantù cadde sotto il fuoco comasco. In seguito però Milano vinse la guerra e i canturini poterono attuare la loro vendetta, catturando la traditrice e condannandola al rogo.
Ѐ così che da allora ogni anno un manichino, vestito di ricchi abiti, viene prima esposto allo scherno del pubblico poi condotto in corteo. In piazza Garibaldi viene letta la condanna davanti alle autorità e alla folla; poi il manichino viene dato alle fiamme e se questo brucerà completamente significherà che sarà una buona annata.
La strega Giubiana viveva nel buio di un bosco e si cibava di bambini fino a quando le tesero una trappola con un succulento piatto di risotto giallo, che mangiò così voracemente da non accorgersi dell’arrivo della luce del sole che la brucio all’istante. Il rogo della Gubiana prevede che un fantoccio rappresentante la vecchia strega sia dato alle fiamme come auspicio per mesi floridi e come segno benaugurale in vista dell’annualità.
L'evento ha inizio alle ore 20.45 con la partenza del corteo storico dal parco Martiri delle Foibe: i partecipanti, in abiti d'epoca, seguono un percorso che tocca piazza Fiume, via Cavour e via Matteotti, per concludersi in piazza Garibaldi alle ore 21.00 circa.
In piazza Garibaldi sono poi in programma la lettura della sentenza che condanna la Giubiana al rogo e l'accensione del falò. Qui sono anche allestite bancarelle che propongono dolciumi, frittelle e bevande, oltre al tradizionale risotto con luganega e vin brulé, preparato dal Gruppo Alpini di Cantù e proposto a offerta libera.
In chiusura è in programma uno spettacolo di fontane danzanti della compagnia Cazacu's. La partecipazione è libera e gratuita.