Copia di Architetture olivettiane, mostra

Un evento imperdibile a Como
da sabato08novembre2025
a domenica30novembre2025

Cermenate Cerca sulla mappa
DA Sabato08Novembre2025
A Domenica30Novembre2025
Evento terminato

Dall'8 al 30 novembre 2025 presso l'Asilo Garbagnati di Cermenate (Como), progettato tra il 1935 e il 1937 da Cesare Cattaneo e situato in via Negrini 7, 9, 11 (Asnago), è allestita la mostra Cesare Cattaneo e il sacro, quarto e ultimo apppuntamento di un ciclo di quattro esposizioni nell'ambito del progetto di recupero dell'edificio - considerato oggi una pietra miliare del Razionalismo architettonico - promosso dall’Associazione Cesare Cattaneo Onlus e dall’Archivio Cattaneo in collaborazione con il Circuito Lombardo Musei Design.

Come le precedenti, la mostra si colloca nella porzione dell’edificio messa in sicurezza, che consente già di apprezzare i bianchi volumi e l’articolazione spaziale che lo rendono una creazione architettonica unica. Curata da Damiano Cattaneo e Ubaldo Castelli, la mostra racconta - attraverso schizzi, disegni e modelli - la ricerca che l’architetto comasco Cesare Cattaneo (1912-1943) ha compiuto sul tema delle architetture sacre.

L’esposizione prende il via dai progetti di chiese di un giovane Cattaneo appena ventunenne, per ripercorrere un intero decennio: a partire dai disegni e studi di chiese risalenti agli anni universitari, passando per il progetto di Casa per la famiglia cristiana datato 1942, fino agli studi di chiese moderne prodotti nel 1943, anno della scomparsa, eseguiti in collaborazione con il pittore Mario Radice.

L’interesse di Cattaneo nei confronti del tema religioso rappresenta una costante a partire dagli anni dell’adolescenza e diventa poi il tema centrale della sua elaborazione architettonica già nel 1932. In questo anno, infatti, ancora studente del secondo anno di università, produce i primi schizzi e disegni per una chiesa rurale in Sicilia e lavora al più complesso tema della nuova chiesa della sua parrocchia di Sant’Agata in Como, che costituisce il primo significativo impegno di Cattaneo nell'architettura religiosa. Qui, accanto agli spazi strettamente liturgici, immagina il riassetto degli spazi accessori alla chiesa, quali l’oratorio o le aule per incontri. In mostra, schizzi e disegni ne illustrano il percorso progettuale assieme ad un modello, esteso anche all’intorno così come si configurava nel 1932, che consente di cogliere i rapporti dimensionali tra le parti, inclusa l’aula di cui è possibile apprezzare anche l’interno.

Risale invece al 1942 il progetto Casa per la famiglia cristiana, realizzato su invito della rivista Domus. Nel corso del 1942, la rivista chiese infatti a diciassette professionisti italiani di presentare proposte progettuali sul tema della Casa ideale. Cattaneo, dotato di un profondo senso religioso, affronta il tema con un’originale riflessione incentrata sulla famiglia cristiana e sugli spazi necessari al suo sviluppo e alla conservazione delle memorie familiari. Ne nasce un progetto di evidente impronta utopica e illuminante sulla concezione totalizzante che il pensiero religioso cristiano ha rappresentato per l’autore. La costruzione si caratterizza per la presenza baricentrica della sala della famiglia, unico elemento immutabile nella progressiva evoluzione dell’edificio, rispetto al mutare della composizione del nucleo familiare e al variare delle esigenze e del numero dei suoi componenti. Questo importante lavoro, pubblicato con ampissimo spazio nel numero 180 del dicembre 1942 della rivista, è presentato in mostra attraverso un’ampia relazione, tavole di progetto, maquette di una delle possibili fasi di sviluppo e le immagini fotografiche dei tre modelli predisposti da Cattaneo per la pubblicazione.

Completa la mostra l’insieme degli schizzi, dei disegni e un modello in scala 1:125 dedicati alla progettazione della chiesa moderna, riflessione che Cattaneo comincia a elaborare già negli anni Trenta insieme all’artista Mario Radice, per concludersi inevitabilmente nel 1943, anno della sua morte. Sarà proprio Radice, pittore astrattista amico e coautore con Cattaneo della fontana di Camerlata, a ricordare in un suo scritto del 1983 come l’elaborazione della chiesa moderna abbia costituito un tema di confronto con Cattaneo lungo quegli anni, per concretizzarsi nel corso del 1942 in un progetto compiuto, verificato anche in termini strutturali dal professor Arturo Danusso. Una nuova visione e, al tempo stesso, un ritorno alle origini del rito che mette al centro del progetto la partecipazione attiva dei fedeli, riscoprendo le potenzialità funzionali delle chiese a pianta centrale, mettendo in crisi gli schemi planimetrici della maggioranza delle chiese. Cattaneo, infatti, pone al centro il sacerdote che è rivolto verso i fedeli e verso il quale converge la partecipazione diretta degli stessi, in un rapporto biunivoco di comunione. Un progetto immaginato come una «macchina per pregare» (citando la definizione del Duomo di Milano del Manzoni), con grande attenzione agli aspetti di coinvolgimento dei fedeli e l’introduzione dell’innovazione liturgica che vede il celebrante rivolto all’assemblea, definita - venti anni più tardi - nella Costituzione Sacrosantum Concilium del Concilio Vaticano II, ove il progetto di Cattaneo è il solo esempio moderno citato.

La mostra è visitabile il sabato e la domenica in orario 14.30-18.30. L'ingresso è gratuito, per info 031 513960.

L’obiettivo di questo programma programma espositivo, inaugurato dal 15 marzo al 4 maggio 2025 dalla mostra L’asilo Garbagnati, e proseguito dal 17 maggio al 29 giugno 2025 con la mostra Lo spazio armonico e la Fontana di Camerlata e dal 20 settembre al 26 ottobre 2025 con l'esposizione Architetture olivettiane è quello di accendere un riflettore sull’asilo Garbagnati e di rendere noti al territorio l’esistenza ed il pregio dell’edificio, oltre che di comunicare la volontà di farne un polo per attività espositive e formative relative all’architettura, al design e alle arti visive, e un luogo della cultura aperto alle istanze del territorio.


Asilo Garbagnati © Lorenza Ceruti

Oggi l’edificio risulta deturpato dalle successive manomissioni avvenute nel corso degli anni: inutilizzato per diversi anni del dopoguerra, nel 1986 cambiò destinazione d’uso, diventando farmacia comunale e sede della Croce Rossa, ed è attualmente in disuso. Dopo il riconoscimento, nel 2008, da parte della Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, dell’interesse culturale dell’edificio, l’asilo Garbagnati è stato sottratto al rischio di ulteriori manomissioni grazie agli eredi di Cesare Cattaneo e alle persone riunite nell’Associazione Cesare Cattaneo Onlus, costituita nel 2012, che ne ha acquisito la proprietà.

Come le prime esposizioni, anche le successive saranno realizzate negli spazi disadorni e nello stato di fatto dell’asilo, ispirandosi a un modello storico: la prima edizione dell’evento Documenta a Kassel (1955). Tale riferimento vuole significare lo spirito di voler partire da quello che c’è, per promuovere un percorso che potrà andare lontano. Altro modello di riferimento è quello degli eventi-mostra realizzati da artisti, architetti e designer, soprattutto a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, con mezzi low-cost in spazi quali fabbriche dismesse, complessi di edilizia popolare.


Cesare Cattaneo, fronte sud da Via Negrini Asilo Garbagnati, 1938

Le 4 mostre programmate per il 2025 vogliono rappresentare un esempio concreto delle attività che il progetto intende sviluppare in modo permanente, al fine di creare già oggi occasioni di visita dell’edificio da parte del pubblico. La visibilità che si vuole ottenere attraverso questo primo anno di attività ha lo scopo ultimo di attirare l’attenzione delle Pubbliche Amministrazioni, ma anche di istituti bancari e aziende del territorio, con i quali condividere un disegno strategico che permetta di raggiungere egli obiettivi posti: preservare l’identità dell’asilo e recuperarlo a un utilizzo coerente con il valore del bene.

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