Dpcm del 3 novembre 2020 e regioni a rischio. Spostamenti, scuola, chiusure: tutte le regole - Magazine

Dpcm del 3 novembre 2020 e regioni a rischio. Spostamenti, scuola, chiusure: tutte le regole

Attualità Magazine Mercoledì 4 novembre 2020

Attenzione: l'entrata in vigore delle nuove norme - compresi coprifuoco nazionale e chiusure a livello regionale in base alle fasce di rischio - è posticipata al 6 novembre 2020; qui l'elenco ufficiale delle regioni a zona rossa, arancione e gialla.

Magazine - Regioni in lockdown, coprifuoco serale in tutta Italia, scuole superiori chiuse con ripristino della didattica a distanza al 100%. Queste le principali misure anti Covid previste dal nuovo Dpcm del 3 novembre 2020 che, come già aveva anticipato il premier Conte, mira a contenere una situazione di contagio «sempre più in peggioramento». 

Il nuovo Dpcm è valido dal 5 novembre al 3 dicembre 2020 e stabilisce alcune norme in vigore su tutta Italia e altre applicate esclusivamente in alcune regioni particolarmente a rischio. Tra le misure vigenti su tutto il territorio nazionale spicca il cosiddetto coprifuoco dalle ore 22.00 e fino alle ore 5.00: in tale fascia oraria è vietato uscire di casa ed effettuare spostamenti in ogni regione italiana, a meno che non si abbiano comprovati motivi di salute, lavoro, studio o in generale necessità urgenti (e nel caso è obbligatorio avere una autocertificazione). In generale, comunque, la raccomandazione è di effettuare meno spostamenti possibili, nel corso dell giornata, sia con mezzi pubblici che privati. E a proposito di mezzi di trasporto, cambia la capienza di autobus, metropolitane e treni regionali, che viene ridotta al 50%.

Resta ovviamente l'obbligo di indossare la mascherina ovunque, sia al chiuso che all'aperto, in luoghi sia pubblici che privati (tranne che a casa propria e quando ci si trova in posti isolati insieme a conviventi; sono sempre esentati i bambini sotto ai 6 anni di età e chi sta svolgendo attività sportiva). E ci sono sempre l'obbligo di mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro e il divieto di assembramento.

Dopo la già confermata chiusura di palestre, piscine, teatri e cinema, parchi tematici e di divertimento arriva ora la chiusura di mostre e musei, sale giochi e bingo e - nei weekend - dei centri commerciali (fatta esclusione di farmacie, parafarmacie, negozi di alimentari, tabacchi ed edicole situati eventualmente al loro interno). L'apertura di bar e ristoranti varia da zona a zona ed è consentita unicamente nelle regioni a rischio moderato (zone gialle) in orario 5.00-18.00; alberghi e strutture ricettive hanno comunque la possibilità di effettuare ristorazione senza limiti di orario, ma limitatamente ai loro clienti. È confermato il divieto di organizzare e partecipare a feste, pubbliche o private che siano (anche quelle in occasione di cerimonie civili e religiose), mentre barbieri e parrucchieri rimangono aperti in tutta Italia.

Sono ovviamente sempre aperte attività che vendono beni di prima necessità: alimentari, supermercati, farmacie, tabaccherie, ma anche librerie, cartolerie, negozi di informatica, ferramenta, articoli sportivi e abbigliamento per bambini (qui l'elenco dei negozi che restano aperti). In ogni attività gli ingressi devono comunque essere contingentati, con tanto di obbligo di affissione all'ingresso di un cartello indicante il numero massimo di persone che vi possono entrare contemporaneamente.

Per quanto riguarda le scuole, è prevista la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, salvo attività di laboratorio in presenza. Restano dunque chiuse in tutta Italia le scuole secondarie di secondo grado, mentre gli asili, le scuole d'infanzia, le elementari e le medie proseguono regolarmente con la didattica in presenza: per tutti i bambini di età superiore ai 6 anni a scuola è obbligatorio l'uso della mascherina. Lezioni a distanza anche nelle Università, salvo anche in questo caso eventuali attività di laboratorio; per quanto riguarda le Università possono svolgersi in presenza i corsi relativi al primo anno di studio.

Queste le principali norme valide in tutta Italia. Ma la vera novità del Dpcm del 3 novembre 2020 è la suddivisione del territorio in 3 fasce, per ognuna delle quali vengono adottate specifiche misure restrittive - che includono il divieto di spostamenti e la chiusura dei negozi - a seconda del rischio di contagio (moderato, medio-alto e alto). Qui la lista ufficiale delle regioni a rischio incluse nelle singole fasce, decisa dal ministro della Salute d'intesa con i presidenti di regione: di seguito le regole per ogni tipo di zona (per ogni zona ricordiamo che è sempre e in ogni caso consentito il rientro presso la propria abitazione, domicilio o residenza).

Zona gialla: cosa si può fare e cosa è vietato nelle regioni a rischio moderato

Nelle regioni italiane a rischio moderato sono in vigore tutte le norme nazionali anti Covid precedentemente descritte: dal coprifuoco in orario 22.00-5.00 alla capienza dei mezzi pubblici al 50%, dalla didattica a distanza nelle scuole superiori alla chiusura dei centri commerciali nei weekend, oltre alla chiusura continuativa di musei, sale giochi e bingo. All'interno delle zone gialle sono consentiti gli spostamenti tra città e tra regioni, purché le regioni in cui si si muove siano anch'esse a rischio moderato (è anche consentito il transito attraverso regioni a zona arancione o rossa).

Zona arancione: cosa si può fare e cosa è vietato nelle regioni a rischio medio-alto

Le regioni italiane a rischio medio-alto prevedono misure leggermente più restrittive. Nelle zone arancioni sono naturalmente confermate tutte le regole valide per le zone gialle, ma in più sono vietati tutti gli spostamenti in entrata e in uscita: non si può dunque muoversi da e per le regioni in questione, e neppure entrare o uscire dal proprio comune di domicilio, tranne che per spostamenti motivati da comprovate esigenze di salute, lavoro, studio e necessità (con autocertificazione); gli spostamenti entro i confini del proprio comune di domicilio sono consentiti, con la raccomandazione di uscire solo per effettivi bisogni. Oltre al divieto di spostamenti, all'interno delle zone arancioni è decretata la chiusura dei negozi, eccezion fatta per le attività che vendono generi alimentari e di prima necessità (compresi quelli situati all'interno dei centri commerciali), e la chiusura di bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie (ai quali è comunque concessa la vendita da asporto fino alle ore 22.00 e l'attività di consegna a domicilio). Chiusi anche i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari.

Zona rossa: cosa si può fare e cosa è vietato nelle regioni a rischio alto

Diversamente dalle zone gialle e arancioni, le zone rosse - ovvero quelle caratterizzate dal massimo rischio di contagio - hanno regole in vigore non per un mese, ma per 15 giorni: la prima fascia temporale termina quindi il 20 novembre 2020. Oltre a confermare tutte le restrizioni vigenti nelle zone arancioni, le regioni a rischio alto prevedono ulteriori limitazioni sia per quanto riguarda gli spostamenti, sia per quanto riguarda la scuola. Innanzitutto, oltre al divieto di spostamento da e per le zone rosse, sono vietati anche gli spostamenti all'interno dei singoli comuni: in pratica nelle regioni a zona rossa non si può uscire di casa, tranne che per i soliti motivi di necessità, e non senza autocertificazione. Relativamente alla chiusura delle scuole, la didattica a distanza al 100% è estesa anche alle seconde e le terze medie. Per quanto riguarda le attività motorie (ovvero le passeggiate), nelle regioni a zona rossa è consentito effettuarle unicamente in prossimità della propria abitazione e con obbligo di mascherina, mentre le attività sportive possono essere svolte esclusivamente all'aperto e in forma individuale.