Mattia Crucioli © Francesca Baroncelli
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Turismo culturale a Genova: quali sono le sue proposte per attrarre un turismo di qualità, interessato alla storia, all'arte e alle tradizioni della città?
«Potrei citare molti luoghi che avrebbero bisogno di essere valorizzati, per un turismo di qualità: penso, ad esempio, al Museo del Risorgimento, con la casa di Mazzini: quello che c'è lì dentro, fosse in qualunque altra città che sa sfruttare le proprie meraviglie, sarebbe un'attrazione non solo nazionale, ma internazionale. Ci sono opere che andrebbero visitate in connessione l'una con l'altra.
È questo che mette in relazione la cultura, ma anche il turismo e il business, perché porta posti di lavoro e ricchezza».
Genova è una città dall'ampia produzione teatrale: come favorire l'immagine di Genova come Città dei teatri? E come supportare i teatri più piccoli e più decentrati della città, magari in sinergia con i Municipi?
«Genova, città multicentrica, policentrica, con teatri dislocati, centri di attività che non sono soltanto quelli accademici, come il Carlo Felice, ma sono anche quelli anche autogestiti, dove si può fare cultura alternativa; possono essere i centri sociali, che spesso sono stati capaci di fare cultura alta. Ricordo che il TDN (il centro sociale occupato autogestito Terra Di Nessuno, chiuso nel 2023 n.d.r.) ospitò le opere di artisti stranieri; e ancora, il Teatro Modena, con il suo progetto davvero innovativo: sostituire la platea fissa con delle sedute modulabili, per poter organizzare a teatro sua spettacoli che concerti, da godersi in piedi. Questo progetto potrebbe essere realizzato anche in spazi più piccoli, però è chiaro che ci vuole un aiuto pubblico».
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