Pietro Piciocchi - © Paola Popa
Leggi anche le nostre interviste a:
Quali sono i musei genovesi che secondo lei avrebbero più bisogno di un supporto da parte dell'amministrazione? Come valorizzarli?
«Io ho tre grandi obiettivi che riguardano tre nostri musei: il primo è il Museo di Storia Naturale Giacomo Doria. Voglio riqualificarlo completamente. Io credo che in quel museo potremmo replicare un'esperienza di grande successo, come è stata quella dell'Acquario. Poi sicuramente il Museo di Sant'Agostino, che è il grande museo del Medioevo di Genova: abbiamo già stanziato quasi 20 milioni di Euro per il suo piano di ristrutturazione, di riqualificazione e di rilancio, che si completerà nel 2027. C'è poi il Museo della Città alla Loggia di Banchi, che è un po' l'hub di Genova».
A Genova mancano spesso gli spazi dove fare cultura, soprattutto quando si parla di musica dal vivo: come fare per dare l'opportunità agli artisti di trovare spazi per proporre la propria musica, ma anche per permettere ai grandi nomi della musica di tornare a scegliere Genova per i loro concerti?
«Noi dobbiamo dare ai giovani delle opportunità, perché possano esprimere la loro arte, le loro capacità e la loro creatività. Gli spazi, in questo senso, sono fondamentali e sappiamo che a Genova ne abbiamo pochi. I teatri possono essere gli spazi ideali, perché possono contenere delle sale per la musica. La mia idea è quella di aprire i teatri oltre le ore canoniche degli spettacoli, perché siano messi a disposizione dei giovani. Per quanto riguarda i grandi nomi della musica a Genova, il progetto di riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris ha esattamente questo obiettivo: creare un grande spazio per concerti che oggi manca nella nostra città, in maniera tale che Genova possa essere attrattiva anche per i grandi artisti internazionali. A me piace molto il brand di Genova come Città della musica, perché abbiamo tutte le caratteristiche e la storia per diventarlo».
oppure