Torino che legge: storie di librai e lettori che resistono

Torino che legge: storie di librai e lettori che resistono

Incontri Torino Giovedì 12 marzo 2020

© Photo by Laura Kapfer on Unsplash

Torino - L’epidemia Coronavirus in Italia sarà ricordata come uno dei momenti più bui di sempre, per la sanità, per la socialità perduta, e naturalmente per il commercio. Numerose le realtà coinvolte, non facciamo eccezione noi di Mentelocale, che proprio di eventi, spettacoli, cultura ci occupiamo.

Dopo giornate convulse in cui anche le tante librerie torinesi, quelle indipendenti soprattutto, si erano date da fare con idee creative come le letture collettive (ormai famosa in tutta Italia è la lettura completa del Decamerone ideata dalle libraie della Luna’s Torta e conclusa il 9 marzo), o le consegne a domicilio, per le quali l’icona dei media è diventato Mattia Garavaglia, libraio della Libreria del Golem di Torino che, infaticabile insieme ai colleghi delle altre realtà torinesi, ha pedalato ogni giorno a negozio chiuso per portare i libri ai clienti, è arrivato il tempo della resa.

Giù le serrande: lo dice il decreto dell’11 marzo e lo confermano anche le associazioni di categoria ALI (Confcommercio) e SIL (Confesercenti Torino e Provincia), sancendo che le librerie non possono consegnare merci di alcun tipo direttamente alla clientela ma unicamente attraverso l'utilizzo di corrieri. «Siamo consapevoli del dispiacere di quanti contavano su questoservizio ma non possiamo in alcun modo tentare di aggirare un decreto governativo che vede tutti nella stessa condizione di privazione, voi di letture e noi di lavoro – spiegano i librai aderenti al Consorzio Colti di Torino - Rimaniamo perplessi per alcune scelte che vogliono aperti esercizi non di prima necessità mentre invece alle librerie viene imposta la chiusura ma non possiamo che rimetterci a quanto deciso e uniformemente interpretato dalle associazioni di categoria. Chiudiamo e ci fermiamo ma lo facciamo attenti a ciò che potrebbe succedere domani che, come l'attualità ha dimostrato, potrebbe essere diverso da quello che è stato detto oggi. Nel frattempo ci stringiamo in quell'ideale abbraccio letterario con cui avevamo chiuso il lancio della nostra ultima iniziativa, certi che andrà tutto bene e che presto potremo tornare a colorare le strade della nostra città».

Gli orizzonti si fanno molto bui per tutta la filiera editoriale. L’epidemia ha infatti fermato non solo librai, ma tanti eventi, annullati o slittati. E se a saltare è stata Torino che legge, originariamente prevista dal 20 al 26 aprile e rinviata a data da destinarsi, ora si teme per il Salone del libro. «In un momento complicato come quello che tutto il paese sta vivendo, gli enti organizzatoridelSaloneInternazionaledelLibrodi Torino lavorano con regolarità per l’edizione 2020 prevista dal 14 al 18 maggio – si legge nell’ultima comunicazione ufficiale - Il Salone è in contatto costante con le istituzioni locali e sta monitorando con attenzione l’attuale situazione, nel pieno rispetto delle ordinanze ministeriali e regionali in merito alla gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-2019».

Intanto la comunicazione via social non si ferma per i librai, che ringraziano, spiegano, salutano e spesso si rendono disponibili per consigli di lettura: i libri, si sa, sono farmaci molto utili in casi come quello che stiamo vivendo. «Cari clienti, lettori ed amici – si legge in un messaggio congiunto di diverse librerie indipendenti tra cui numerose realtà torinesi - In questo periodo di emergenza e difficoltà avete avuto modo di vedere noi librai indipendenti darci da fare per oltrepassare ogni ostacolo. Siamo diventati ciclisti velocissimi, smistapacchi infallibili e anche amici a un metro di distanza. Che stanchezza... ma che risposta!».

Tra i firmatari ci sono la Libreria del Golem, la Pantaleon, Ca’lobro, Angolo Manzoni, Nora Book & Cofee, e anche Aut, che a Torino ha vissuto i primi anni della sua vita. «Ci siamo sentiti coccolati e il calore che ci avete dimostrato è stato veramente prezioso: proprio di questo calore vogliamo scrivervi, di questo senso etico e di comunità. Quando tutta questa emergenza sarà finita continuiamo a rimanere stretti, continuiamo questo bellissimo rapporto che si è creato o rinsaldato. Il nostro lavoro di indipendenti è difficile, ma nelle ultime settimane vi abbiamo dimostrato quanto possiamo essere parte della vostra routine. Forse siamo riusciti a farvi notare che, con molto impegno, possiamo competere con un certo gigante dell'e-commerce. Il sorriso, lì, lo trovate solamente stampato sul pacco che vi viene consegnato; con noi lo troverete in un nuovo amico. Se ci vorrete stare vicini torneremo presto a parlare tra i nostri tavoli, se sarete lontani vi spediremo tanti consigli. Se sarete felici di star con noi avremo dimostrato che il senso di comunità può essere davvero più forte di tutto».

Un senso di comunità che si respira peraltro online sulle pagine Facebook e sui social in generale gestiti spesso con abilità e creatività dai tanti librai della fitta rete torinese. E così, se qualcuno si è arreso aspettando l’arrivo di una primavera metaforica, come la Libreria Trebisonda di San Salvario, che tuttavia ha una pagina ricca di video e consigli, qualcun altro, come La Gang del pensiero, sperimenta il primo giovedì senza il classico appuntamento dedicato ai bimbi che andava avanti da ben 20 anni (ma le sorprese non mancano, e sono su Facebook), e ancora I Libri di Eppi in Crocetta ci ride su con riflessioni e l’invito a non smettere di discutere di libri o chiedere consigli alla libraia.

C’è poi chi decide di chiudere i battenti affidandosi alla forza delle parole, come Bufò, che si ferma «fino al non si sa», così come la Pantaleon, che pure ci ha provato fino all’ultimo trovando entusiasmo da parte di lettori e amici. «Queste sono ore in cui tutto cambia rapidamente – scrive la libreria Therese - la preoccupazione, il gradiente adrenalinico, la capacità di adattarsi a situazioni apocalittiche. Nelle scorse ore abbiamo lanciato due iniziative: la consegna a e l’hashtag tuttoandràbene - chiedendovi di mandarci i vostri arcobaleni per riempire la libreria e la città di colori e pensieri positivi. Ci sono arrivati un sacco di arcobaleni stupendi. Continuate a mandarceli perché ci fanno molto bene e ne abbiamo bisogno». Serrande giù, libri silenziosi sugli scaffali pronti a una  nuova luce che, passato il momento buio, ritornerà. Sono proprio le storie a insegnarlo, e i librai lo sanno bene: «Noi ci siamo. Sempre – scrive la Libreria Bodoni Spazio B - E continueremo ad esserlo perché i libri - e la lettura - sono cibo essenziale per il corpo, lo spirito e la mente».

Siete librai indipendenti torinesi e non siete in questo articolo! Scriveteci e raccontateci la vostra iniziativa online!

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