Da Torino a Gavi: la storia della Libreria Aut, da via Barbaroux alle colline alessandrine

Da Torino a Gavi: la storia della Libreria Aut, da via Barbaroux alle colline alessandrine

Libri Torino Giovedì 21 febbraio 2019

© Alessandra Chiappori
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Torino - Via Barbaroux è un budello ombroso nascosto nel pieno centro di Torino, nella contrada dei Guardinfanti. È lì, a pochi metri da via Garibaldi e da Piazza Castello, che dal 2016 si trova la Libreria Aut, luogo di cultura, spazio per presentazioni e piccolo universo dall’identità ben definita. Lo gestisce il giovane libraio Davide che ora, a 27 anni, ha preso una decisione molto importante: Aut chiuderà infatti i battenti il prossimo 23 febbraio. Non per cessare definitivamente l'attività, ma per spostarsi. Dalla grande città a Gavi, paese dell’alessandrino, dal cuore di Torino alla provincia profonda. Una scelta coraggiosa, che lascia tuttavia aperti spazi di speranza in un mercato che, come confermano anche i dati recenti, sembra sempre più difficile ma premia la qualità.

«Sono arrivato a Torino sei anni fa per l’università, studiavo lingue – racconta Davide, originario di Alessandria – mi sono innamorato della città. Anche se Alessandria è grande, non ha nulla a che vedere con Torino: qui c’è un’offerta culturale, e non solo, che difficilmente si può paragonare ad altre realtà italiane. Forse solo Milano offre di più, ma offre cose diverse che non mi hanno mai appassionato. Invece a Torino ho trovato una dimensione giusta».

È proprio all’università che Davide incontra i primi scrittori e stringe legami con attori del mondo culturale e musicale. «Mi sono accorto – prosegue – che ci sarebbe stato lo spazio per aprire una libreria, e per renderla particolare». Innumerevoli sono infatti le librerie che caratterizzano Torino, tra le decine di negozi indipendenti e le catene, e nella città del Salone del libro non ci si potrebbe aspettare un humus culturale diverso, come conferma il recente patto per la lettura e come testimonia la crescita di manifestazioni come Portici di Carta e Torino che legge. «L’unico modo che ho immaginato per poter cercare uno spazio e sopravvivere è stato fare qualcosa di particolare – spiega Davide – e così nel 2016 è nata Aut». Uno spazio molto personalizzato e curato nei dettagli, con libri scelti uno a uno, ma anche dischi e magliette, e da ultimo giochi didattici selezionatissimi per bambini.

Il libraio ha da sempre avuto le idee chiare: «Aut è nata con l’idea precisa di dare spazio a editori che sono poco presenti nella grande distribuzione – dice infatti – non ho mai voluto fare una crociata in tal senso, solo dare spazio a editori che, per quanto in Italia non manchino, esattamente come accade alle librerie per la città di Torino, non riescono a raggiungere gli scaffali delle librerie. Tutti i titoli che hanno fatto e faranno parte di Aut sono titoli che ho ricercato personalmente, contattando gli editori uno a uno».

Tra chitarre, sciarpe di squadre, vinili e disegni, nelle sale di via Barbaroux si susseguono narrativa di editori indipendenti, ma anche saggistica e volumi dedicati al calcio e alla città di Torino, i filoni sui quali Davide si è nel tempo “specializzato” con il suo minuzioso lavoro di libraio impegnato nella proposta culturale. «È la parte più bella di questo lavoro – commenta – hai un’idea precisa di quello che stai vendendo e non sei un semplice commesso, sei responsabile invece dei consiglio che dai alle persone, fatto che mi ha consentito anche di conoscere gli editori e far evolvere continuamente la libreria, inserendo novità, cambiando tipologie, dando spazio a saggistica piuttosto che narrativa, e così via».

Nonostante un progetto solido, nel 2019 arriva la decisione di cambiare, chiudere per ricalcolare il percorso lontano dalla grande città e dal sogno torinese. «Via Barbaroux è una delle più belle di Torino – racconta Davide, che da tre anni ogni giorno trascorre lì le sue giornate – è una via particolare, con negozi che si trovano solo qua, è come se fosse rimasta ancora come era una volta, ma il problema è che si sta lentamente svuotando, da inizio anno hanno chiuso due negozi di fianco alla libreria e da luglio ha tirato giù la serranda anche il negozio di fronte, senza contare la storica gastronomia poco più avanti. È una situazione che ha iniziato a preoccuparmi: meno negozi ci sono, meno passaggio c’è».

Eppure, a conferma di Davide e dei tanti negozianti delle affascinanti botteghe della Contrada, un tempo strada malfamata nel cuore della città, la via è amata dai turisti che la affollano nel weekend. Sembrerebbero i torinesi stessi a non conoscerla, o forse a evitarla: «è capitato spesso che persone entrassero in libreria dicendo che non passavano in questa via da vent’anni – racconta Davide – io volevo fortemente un negozio in via Barbaroux, quando ero studenti mi capitava di passeggiare in centro evitando via Garibaldi con i suoi negozi tutti uguali». Pochi, pochissimi metri, e dalle vetrine patinate a Torino si entra in un altro mondo, più defilato e ombreggiato, ma ricco di suggestione e storia, con negozi dalla forte personalità e botteghe artigiane uniche nel loro genere. «Lo scorso settembre abbiamo fatto la festa della Contrada e il riscontro è stato ottimo – prosegue Davide - in tanti sono tornati nel periodo natalizio dopo averci conosciuti in quell’occasione. La mia paura però è che non basti nel futuro».

Una via storica che va desertificandosi, e la paura di dover chiudere i battenti definitivamente: sono questi i fattori che hanno spinto il libraio a giocare d’anticipo, salvando quindi la libreria e provando il salto da una città capoluogo a un paesino di quasi cinquemila abitanti. Ma Davide non è troppo preoccupato: si tratta di una scelta ponderata e basata anche sul fatto che, al momento, a Gavi e nel circondario non ci sono librerie. «Ho testato sul campo con vari mercatini ed eventi in zona a cui ho partecipato – spiega infatti – Gavi è un paese piccolo, ma ricco di attività, soprattutto in estate. È un centro turistico che sfrutta la sua posizione sopra l’outlet di Serravalle e che è pieno di strutture ricettive. Ha un suo giro culturale diverso, basato sull’enogastronomia e lo shopping. Sicuramente è una zona attiva: naturalmente come andrà non posso saperlo, ma le premesse sono buone».

Una nuova avventura, che per Davide significherà anche un po’ cambiare vita: andare a lavoro a piedi, avvicinarsi agli affetti e alla famiglia, e tagliare le tante spese. A non cambiare, però, sarà proprio Aut, che manterrà la sua linea alla quale aggiungerà la possibilità, visto il luogo piccolo e il fatto di essere l’unica libreria, di ordinare libri di grossi editori. Il trasloco è previsto per l’inizio di marzo, e già a metà del mese la nuova Aut di Gavi sarà in funzione. Le vetrine di via Barbaroux saranno invece illuminate fino al 23 febbraio, con tutti i titoli in vendita scontati al 20 per cento: ghiotta occasione per salutare il libraio e rifornire la propria lista di letture.

Pochi rimpianti, da parte di Davide, salvo lo sfumare di alcuni rapporti con clienti di fiducia, coltivati negli anni. Da quando la notizia della chiusura torinese di Aut si è diffusa, sono però già state decine le telefonate per le presentazioni nella nuova sede, a conferma del buon lavoro di semina del librario: «organizzare presentazioni non è così complicato – conferma lui ottimista – ora bisognerà lavorare di selezione, saranno certamente eventi più a carattere territoriale». La fiducia nel futuro della sua libreria non conosce cedimento: «le difficoltà sono tantissime – lo conferma lo stesso Davide – ogni giorno entri e vedi mail e notifiche che sono difficoltà in più, ma fa tutto parte del gioco, credo che le difficoltà vere non siano queste!».

Aut cambia sede, ma non contatti virtuali, e per i torinesi che non riusciranno a passare in via Barbaroux entro il 23 febbraio, tutti gli aggiornamenti sulla nuova sede, e la possibilità di fare acquisti online, saranno come sempre disponibili sulla pagina Facebook della libreria.

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