Coronavirus a Torino e in Piemonte: salgono i contagiati, scuole chiuse fino a martedì

Coronavirus a Torino e in Piemonte: salgono i contagiati, scuole chiuse fino a martedì

Attualità Torino Domenica 1 marzo 2020

Torino - Aggiornamento del 2 marzo: visto l'evolversi della situazione, la Regione Piemonte ha esteso la chiusura delle scuole fino a domenica 8 marzo. Riapertura prevista lunedì 9 marzo.


Non si placa l’emergenza Coronavirus a Torino e nella regione Piemonte: è di domenica 1 marzo infatti la notizia dell’incremento del numero dei contagiati, e arriva nello stesso giorno in cui il Decreto del Presidente del Consiglio sancisce le misure di sicurezza a livello nazionale, declinate parzialmente in scelte autonome da parte del Piemonte, come la decisione di tenere le scuole chiuse ancora per lunedì e martedì.

È quanto ha spiegato il governatore Alberto Cirio, evidenziando come il Decreto si concentri su tre aspetti particolari. Il primo ha a che fare con l’istituzione delle zone rosse, quelle dei focolai, che non riguardano il Piemonte. Sono infatti Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna – più la provincia di Savona per la Liguria – a mantenere le condizioni in vigore secondo la precedente ordinanza del 23 febbraio, con scuole chiuse tutta la settimana e graduale ripresa delle attività. Per quanto infine riguarda le disposizioni per il resto del Paese durante l’emergenza Coronavirus, il Piemonte non è stato dichiarato regione cluster, poiché tutti i contagi sono di provenienza certa dal cluster lombardo.

«Il dispositivo approntato dal Presidente del Consiglio prevede che si possa ripartire con tutte le attività – ha spiegato Cirio – ma include delle accortezze, come evitare le situazioni di assembramento. Sono stati infatti inseriti degli accorgimenti che vanno dalla buona condotta a norme più rigide, come dotare gli uffici della pubblica amministrazione di soluzioni igieniche per disinfettarsi le mani».

Possibile aperture delle scuole in Piemonte mercoledì 4 marzo

Il Piemonte, considerato al pari delle altre regioni italiane fuori dalla zona rossa e dai cluster, potrebbe aprire le scuole, per effetto del Decreto giunto da Roma, già domani. Ma è qui che il governatore Cirio ha deciso di discostarsi in virtù dell’autonomia della Regione Piemonte rispetto al governo centrale: «ho già concordato nell’incontro di ieri e confermato oggi – ha detto Cirio – che come Regione non riteniamo prudente aprire lunedì, e abbiamo dunque modulato il rientro a scuola individuando altri due giorni di sospensione, non di chiusura, poiché gli edifici scolastici saranno aperti, e si useranno i due giorni di lunedì e di martedì per una igienizzazione straordinaria».

Ogni determinazione successiva verrà assunta con provvedimenti giornalieri, che di volta in volta decreteranno, in base all’evolversi della situazione e dei contagi da Coronavirus, se sarà o meno possibile aprire le scuole mercoledì 4 marzo come programmato. La cautela è dovuta alla vicinanza con la provincia di Savona e con la Lombardia, regione da cui avviene un intenso interscambio di studenti e docenti. Una cautela, ha fatto sapere il governatore, condivisa con l’Istituto Superiore di sanità e comune a tutte le regioni del nord ovest, inclusa la Liguria.

«Martedì si verificherà o meno se ci saranno le condizioni per riaprire – sono state le parole di Cirio – oggi riteniamo che non ci siano: le province al confine con la Lombardia sono popolose e vivono di interscambi, aprire le scuole non avrebbe avuto senso». Decisioni ulteriori saranno prese  successivamente e prontamente comunicate.

Salgono dunque a 50 i contagiati in Piemonte per Coronavirus, dei quali 37 sono parte del gruppo di astigiani dell’hotel di Alassio. 49 di questi casi sono tuttavia probabili, in quanto non ancora validati dall’Istituto superiore di sanità, dunque resta solo uno il caso di Coronavirus confermato. Attualmente sono in isolamento domiciliare fiduciario 37 persone, 11 sono ricoverate nei reparti di malattie infettive e due sono in rianimazione in due distinte terapie intensive tra le duecento disponibili a oggi in Piemonte. Le attività sanitarie stanno operando nella direzione di valutare eventuali incrementi di posti letto ma, come sta accadendo nelle regioni più colpite, la scelta è quella di concentrare i casi probabili o conclamati nelle terapie intensive, così da preservare le rianimazioni e gli ospedali da eventuali possibili contagi che dovessero estendersi, e nell’obiettivo di contenere al massimo in Piemonte così come altrove il Coronavirus preservando altresì i grandi ospedali dove le attività sanitarie – dai trapiani alla cardiochirurgia – vanno in ogni caso avanti.

Da lunedì 2 marzo, come preannunciato dalla Regione Piemonte, torneranno intanto in vita le tante attività costrette a chiudere. Cirio ha evidenziato come nel Decreto non vengano menzionati teatri e cinema: «tutte le realtà potranno essere operative – ha chiarito – senza limiti, ma ricordando il vademecum generale, cioè l’invito a evitare assembramenti e di mantenere una distanza di meno di un metro per evitare contagi».

Per quanto riguarda le partite, il decreto indica infine che i tifosi residenti nelle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna non potranno uscire dalla loro regione per seguire le partite della propria squadra altrove. Juve Milan dunque si svolgerà regolarmente.

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