Libri Torino Lunedì 18 febbraio 2019

Salone del libro di Torino 2019: siglato l'accordo, ora si guarda a maggio

© Alessandra Chiappori

Torino - Il 18 febbraio è stata firmata la lettera d’intenti tra l’Associazione culturale Torino, la Città del Libro e la Fondazione Circolo dei lettori: strada ormai spianata quindi per il Salone del libro 2019, come ha affermato nel primo pomeriggio Nicola Lagioia, direttore artistico della manifestazione, con un lungo e articolato post sul proprio profilo Facebook che ricapitolava le vicende trascorse e faceva il punto sull’edizione dell’evento editoriale che tornerà a riempire di cultura le sale del Lingotto il prossimo maggio.

Alla Fondazione Circolo dei lettori andranno in capo la programmazione culturale e la comunicazione del Salone: la lettere di intenti sancisce e avvia il rapporto di collaborazione tra i due enti che porterà, come primo appuntamento, alla conferenza stampa della XXXII edizione (9-13 maggio 2019).

 «Con il definitivo trasferimento del marchio è finalmente possibile lavorare, senza ulteriori preoccupazioni, all’organizzazione del prossimo Salone del Libro di Torino che, lo si può dire senza timori di smentite, costituisce un fiore all’occhiello per il Paese intero  - ha dichiarato il presidente della Fondazione Circolo dei lettori Giulio Biino - I tempi sono ristretti ma la squadra è coesa e determinata. Le premesse fanno sperare in un risultato ancora una volta al di là delle aspettative».

Sulla stessa linea Maurizia Rebola, direttore della Fondazione Circolo dei lettori, che ha detto: «Con grande soddisfazione è possibile dire oggi che il primo traguardo per confermare Torino come sede del Salone Internazionale del Libro, la più importante manifestazione culturale italiana dedicata all’editoria, è stato superato. Collaborando con l’associazione Torino, la Città del Libro, condividendo idee e visioni, siamo certi che anche quest’anno il Salone si confermerà progetto sostenibile a vantaggio di tutta la comunità. Grazie alle Fondazioni bancarie del territorio, alla Regione Piemonte e alla Città di Torino».

Alla storia complessa e agli intrecci burocratici che hanno caratterizzato il passaggio tra l’edizione 2018 e quella in partenza del Salone ha fatto riferimento l’assessore alla cultura della regione Piemonte Antonella Parigi: «se devo trovare un senso a tutti i momenti difficili che abbiamo attraversato nella gestione della crisi del Salone del libro, è quello di poter dire oggi con orgoglio che il Salone è di Torino e del Piemonte, come cuore pulsante di un evento nazionale – ha detto infatti l’assessore - Oggi, il marchio della manifestazione è stato assegnato definitivamente all'associazione ‘Torino, città del libro’: una soluzione che abbiamo fortemente voluto perché ha garantito equità e il rispetto per quanti avevano creduto nel Salone del libro, contribuendo negli anni al suo successo. Vorrei quindi cogliere l'occasione per ringraziare quanti ci hanno sostenuto nelle fasi più complesse di questa vicenda: dall’ADEI a Massimo Bray, e naturalmente Nicola Lagioia, per aver scommesso sul Salone in un momento in cui era difficile farlo. Abbiamo dimostrato che si può vincere solo quando c’è la forza di una comunità, e credo che questa storia possa diventare un momento di riflessione sull’urgenza di costruire condivisione sui grandi obiettivi della nostra regione e della nostra città».

Anni bellissimi e difficili quelli trascorsi, come ha ricordato Nicola Lagioia, direttore editoriale della manifestazione, per il quale questa firma:«Era l'ultimo tassello, e il cerchio è finalmente chiuso. Con la riconquista del marchio, il Salone Internazionale del Libro di Torino rinasce oggi dopo oltre due anni in cui ne era stata messa in forse l'esistenza. Rinasce più forte di prima (nessuno mette più in dubbio la sua importanza a livello nazionale e internazionale). Rinasce più grande di prima (come racconteremo in conferenza stampa, la superficie espositiva è aumentata). È riuscito nell'impresa di riportare sotto lo stesso tetto tutta l'editoria italiana, e tutti i protagonisti - dai librai ai bibliotecari alle scuole, agli autori - che insieme fanno la filiera del libro. È forte di un programma culturale assai ambizioso (lo sentirete in conferenza stampa). Soprattutto: è in forma smagliante. Il Salone è riuscito a superare la crisi grazie alla buona volontà di tutte le parti coinvolte. Questo, in un paese come il nostro, non è proprio scontato. Oggi è una grande giornata. Naturalmente non abbiamo il tempo di festeggiare: c'è da continuare a lavorare perché non Torino, ma l'Italia attraverso Torino, si ritrovi in un progetto all'altezza della sua tradizione e della sua forza culturale. Missione compiuta: ce lo possiamo dire? Vi aspettiamo al Salone».

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