Abderrahmane Amajou, attivista piemontese della Global Sumud Flotilla, rientra in Italia dopo il fermo in Israele

Torino, 07/10/2025.

Abderrahmane Amajou, presidente di ActionAid Italia, è tornato in Italia dopo essere stato trattenuto dalle autorità israeliane. L’attivista si trovava a bordo della nave Paola I, parte della Global Sumud Flotilla, quando l’imbarcazione è stata intercettata dalla marina israeliana nelle acque internazionali al largo di Gaza.

Dopo il fermo da parte dell’IDF, Amajou era stato trasferito nel porto di Ashdod e di lui non si erano avute più notizie per diversi giorni, alimentando forte preoccupazione tra familiari e sostenitori. Il suo rientro in Italia, previsto tra lunedì 6 e martedì 7 ottobre, è avvenuto nella serata di lunedì, con l’atterraggio all’aeroporto di Malpensa.

Le comunicazioni interrotte improvvisamente avevano fatto temere il peggio. Amajou, infatti, faceva parte del gruppo di attivisti che avevano rifiutato di firmare un documento in cui si dichiarava un ingresso illegale in Israele, posizione che aveva prolungato la sua detenzione.

Negli ultimi giorni erano stati numerosi gli appelli per la sua liberazione, tra cui quello del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, e di varie organizzazioni e rappresentanti della società civile.

A confermare il ritorno in Italia è stata la consigliera regionale Giulia Marro (AVS), che sui social ha scritto: «Ab è atterrato in Italia. Al grido di Palestina libera. Ti aspettiamo in piazza Palestina a Cuneo».

Ad accoglierlo a Malpensa, insieme a Marro, anche il fratello dell’attivista. Dopo giorni di silenzio e tensione, la notizia del suo rientro ha suscitato grande sollievo e solidarietà nel mondo associativo e nei movimenti che in Italia seguono da vicino la vicenda della Global Sumud Flotilla.

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