Dal Barolo alle Residenze Sabaude: il Piemonte protagonista all’Expo 2025 di Osaka

Le colline del vino e le radici più antiche

Il Piemonte ha portato a Osaka anche i Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, riconosciuti dall’UNESCO nel 2014. Qui l’armonia tra uomo e natura ha dato vita a vini come Barolo, Barbaresco e Moscato d’Asti, ambasciatori di un sapere che unisce generazioni. Nel 2024, per i dieci anni dall’iscrizione, la Regione ha celebrato il riconoscimento con mostre ed eventi, ribadendo il valore del vino come cultura e sviluppo sostenibile.

Accanto a questo patrimonio vivo, emergono anche le testimonianze delle origini più antiche: i siti palafitticoli di Viverone/Azeglio e Arona, risalenti al Neolitico e all’Età del Bronzo, e la città industriale di Ivrea, iscritta nel 2018 per l’eredità visionaria di Adriano Olivetti.

Il Piemonte non è solo luoghi: è anche saperi e tradizioni. L’arte della pietra a secco, l’alpinismo, la cerca del tartufo e le musiche di corno da caccia sono pratiche riconosciute come patrimonio immateriale UNESCO.

Completano il quadro tre Città Creative UNESCO: Torino (design), Alba (gastronomia) e Biella (artigianato), esempi di come il territorio riesca a innovarsi rimanendo fedele alle proprie radici.

Uno sguardo al futuro

Durante l’evento sono stati annunciati nuovi progetti strategici: digitalizzazione dei patrimoni, programmi educativi per le scuole, azioni di valorizzazione e partecipazione comunitaria, tutti in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU.

Expo 2025 è stata così l’occasione per ribadire che il Piemonte non è solo custode della memoria, ma laboratorio di futuro, pronto a dialogare con il mondo attraverso la cultura, l’innovazione e la bellezza.

Di Giulia De Sanctis

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