Torino, 29/09/2025.
Il Piemonte ha scelto il palcoscenico internazionale dell’Expo 2025 di Osaka per raccontarsi come terra di patrimoni universali, dove cultura, natura e innovazione convivono in un equilibrio unico. Ospite del Padiglione Italia, la Regione ha presentato i suoi siti UNESCO, mettendo in luce un’identità forte, radicata nella storia ma proiettata al futuro.
Il 29 settembre, nella Sala Polivalente, il panel Il Piemonte Patrimonio dell’Umanità – Viaggio tra i siti UNESCO ha guidato il pubblico attraverso immagini e testimonianze, in un itinerario che ha unito arte, spiritualità, paesaggi vitivinicoli e innovazione.
Secondo il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli, la presenza all’Expo è “un’opportunità straordinaria per condividere col mondo la ricchezza dei nostri siti UNESCO, memoria e al tempo stesso strumento di dialogo e di pace”.
Il viaggio è iniziato dalle Residenze Reali Sabaude, primo sito UNESCO del Piemonte, che nel 2027 festeggeranno i trent’anni dal riconoscimento. Come ha ricordato Chiara Teolato, direttrice del Consorzio, queste architetture raccontano la storia del potere e la costruzione di uno Stato moderno, oggi trasformate in poli culturali dinamici.
Non meno affascinanti i Sacri Monti, sette in Piemonte, tra cui Varallo e Oropa, con i loro percorsi spirituali tra cappelle affrescate e natura incontaminata. Al panel, studiosi giapponesi hanno tracciato un parallelo tra le montagne sacre piemontesi e i luoghi simbolo del Giappone, come il Monte Fuji, evidenziando un comune significato di elevazione e purificazione.
Il Piemonte ha portato a Osaka anche i Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, riconosciuti dall’UNESCO nel 2014. Qui l’armonia tra uomo e natura ha dato vita a vini come Barolo, Barbaresco e Moscato d’Asti, ambasciatori di un sapere che unisce generazioni. Nel 2024, per i dieci anni dall’iscrizione, la Regione ha celebrato il riconoscimento con mostre ed eventi, ribadendo il valore del vino come cultura e sviluppo sostenibile.
Accanto a questo patrimonio vivo, emergono anche le testimonianze delle origini più antiche: i siti palafitticoli di Viverone/Azeglio e Arona, risalenti al Neolitico e all’Età del Bronzo, e la città industriale di Ivrea, iscritta nel 2018 per l’eredità visionaria di Adriano Olivetti.
Il Piemonte non è solo luoghi: è anche saperi e tradizioni. L’arte della pietra a secco, l’alpinismo, la cerca del tartufo e le musiche di corno da caccia sono pratiche riconosciute come patrimonio immateriale UNESCO.
Completano il quadro tre Città Creative UNESCO: Torino (design), Alba (gastronomia) e Biella (artigianato), esempi di come il territorio riesca a innovarsi rimanendo fedele alle proprie radici.
Durante l’evento sono stati annunciati nuovi progetti strategici: digitalizzazione dei patrimoni, programmi educativi per le scuole, azioni di valorizzazione e partecipazione comunitaria, tutti in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU.
Expo 2025 è stata così l’occasione per ribadire che il Piemonte non è solo custode della memoria, ma laboratorio di futuro, pronto a dialogare con il mondo attraverso la cultura, l’innovazione e la bellezza.