Torino, 31/08/2025.
La politica torinese guarda già al 2027, quando si voterà per scegliere il nuovo sindaco. Al centro del dibattito c’è la figura di Stefano Lo Russo, attuale primo cittadino, la cui ricandidatura non appare più così scontata. Le recenti dichiarazioni di Angelo Bonelli, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, hanno infatti acceso il confronto interno al centrosinistra e sollevato dubbi sulla compattezza della coalizione.
Bonelli ha sottolineato come Avs sia pronta a proporre nuove figure di riferimento per Torino, seguendo l’esempio di altre città italiane. La spinta arriva dal buon risultato ottenuto alle ultime elezioni regionali, dove il partito ha raggiunto quasi il 10% dei consensi. L’obiettivo dichiarato è consolidare una nuova generazione di amministratori e rafforzare il peso politico della formazione ecologista.
Durante il mandato Lo Russo, Pd e Avs hanno governato insieme mantenendo un equilibrio, pur tra differenze significative. La sinistra ecologista ha sostenuto scelte spesso lontane dalle proprie posizioni, come l’approvazione del progetto per la nuova linea del termovalorizzatore o il voto contrario alla proposta “Vuoti a Rendere”. Sul fronte Pd, invece, non sono mancate critiche all’assessore Jacopo Rosatelli, accusato di una gestione divisiva delle politiche sociali.
A partire da settembre, la maggioranza avvierà una riflessione interna per prepararsi all’ultima fase del mandato. In base allo statuto del Partito Democratico, la ricandidatura del sindaco in carica non necessita di primarie: la scelta di puntare su Stefano Lo Russo rimane quindi la strada più probabile. Tuttavia, l’apertura al dibattito su possibili alternative conferma le tensioni e lascia intravedere scenari politici ancora in evoluzione.