Atelier dei Moderni. Matisse, Braque, Picasso, Bacon, la mostra alla Reggia di Venaria

Atelier dei Moderni. Matisse, Braque, Picasso, Bacon ©Andrea Guermani Atelier dei Moderni. Matisse, Braque, Picasso, Bacon ©Andrea Guermani
Reggia di Venaria Cerca sulla mappa
DA Venerdì02Ottobre2026
A Domenica14Febbraio2027

Dopo il successo del progetto dedicato a Fernand Léger, prosegue il programma La Reggia di Venaria in dialogo con la Francia, il percorso di collaborazione internazionale che vede il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude impegnato nella costruzione di un dialogo stabile con alcune delle più prestigiose istituzioni culturali francesi. 

È all'interno di questo percorso che nasce Atelier dei Moderni. Matisse, Braque, Picasso, Bacon, a cura di Sylvie Ramond, la grande mostra realizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude in collaborazione con il Musée des Beaux-Arts di Lione, una delle più prestigiose istituzioni museali francesi, custode di una collezione che attraversa oltre duemila anni di storia dell'arte e che, per il Novecento, rappresenta uno dei più importanti nuclei pubblici europei.

L'esposizione è realizzata con la partecipazione di Manifesto Expo e MondoMostre.

Attraverso una sessantina di opere di Henri Matisse, Pablo Picasso, Georges Braque, Fernand Léger, Raoul Dufy, Max Ernst, Jean Dubuffet, Sonia e Robert Delaunay, Pierre Soulages, Nicolas de Staël, Simon Hantaï, Francis Bacon e molti altri protagonisti del Novecento, la mostra, allestita nelle Sale delle Arti della Reggia, propone una lettura originale della modernità analizzando diversi movimenti artistici e dando conto del sistema di connessioni e relazioni che li caratterizza.

Questa mostra, visitabile dal 2 ottobre 2026 al 14 febbraio 2027, illustra alcuni dei principali movimenti artistici sviluppatisi nel Ventesimo secolo e all'inizio del Ventunesimo. Il percorso espositivo offre ai visitatori una riflessione su un secolo ormai concluso, laboratorio per l'arte contemporanea, attraverso una selezione di opere che rivelano l'eterogeneità della collezione.

Superando un'interpretazione lineare del Ventesimo secolo, la mostra presenta circa sessanta opere che hanno plasmato la collezione del Musée des Beaux-Arts di Lione: una eterogeneità in cui emergono gruppi, temi e affinità. Le sedici sezioni che strutturano la mostra alternano presentazioni monografiche e tematiche incentrate su diverse questioni chiave che consentono altrettante riletture del Ventesimo secolo.

L'eredità di artisti (Edgar Degas, Paul Cézanne, Henri de Toulouse-Lautrec) che hanno aperto la strada alle opere di Suzanne Valadon, Emile Othon Friesz e Pablo Picasso; l'esplorazione del colore (attraverso Pierre Bonnard, Édouard Vuillard, Robert e Sonia Delaunay, Alexej von Jawlensky); la frammentazione e la distruzione dell'oggetto nell'opera di Georges Braque; il ritorno alla figurazione negli anni Venti e Trenta (Georges Rouault, Gino Severini); l'esplorazione dell'inconscio (Max Ernst, Wifredo Lam, Victor Brauner); i grandi maestri dopo il 1945 (Fernand Léger, Picasso, Henri Matisse); la non-figurazione (Jean Bazaine, Alfred Manessier); una figurazione che rompe con la tradizione occidentale e con i movimenti d'avanguardia nelle opere di Jean Dubuffet, i materiali e l'arte informale (Jean Fautrier, Antoni Tàpies), l'interazione tra nero e luce (Pierre Soulages, Anna-Eva Bergman), tra gesto e spazialità (Olivier Debré, Geneviève Asse), tra figura e animalità in Francis Bacon, nonché una nuova prospettiva su Matisse (Simon Hantaï, Shirley Jaffe).

Alcune delle opere esposte nella mostra (Braque, Raoul Dufy, Léonard-Tsuguharu Foujita) evocano direttamente l'atelier, uno spazio cardine, fulcro di creazione e sperimentazione, ma anche uno spazio intimo. Luogo immediato dell'artista al lavoro, può estenderne il gesto e l'opera fino a integrarsi con l'autore stesso in modo quasi organico.

Ma il tema dell'atelier indica qui anche uno spazio di dialogo e relazioni, di scambi e sguardi tra artisti. Le fotografie storiche degli studi degli artisti riprodotte lungo il percorso sono particolarmente eloquenti in tal senso. Se l'atelier appare presso alcuni maestri come un soggetto prediletto, è con Matisse che trova la sua espressione più mirabile.

Una parte significativa della produzione di Matisse è stata infatti dedicata a questo tema fino alle sue variazioni con l'ultima modella, Katia à la chemise jaune, nell'opera scelta come immagine della mostra.

Accanto al percorso espositivo, il tema dell'atelier si estende alle attività per il pubblico adulto, le famiglie e le scuole attraverso un articolato programma di visite speciali, laboratori e percorsi educativi, che prendono ispirazione dall'atelier stesso, in collaborazione con l'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. nell'ambito degli spazi della mostra è infatti prevista un'area didattica innovativa dedicata, dove sarà possibile sentirsi parte dell'atelier creando, scoprendo e sperimentando diverse dinamiche e situazioni.

In occasione della mostra proseguiranno inoltre le attività culturali in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell'Università di Torino.

Ogni opera diventa testimonianza di un dialogo, ogni artista eredita, trasforma e rilancia intuizioni precedenti, dimostrando come la modernità sia il risultato di una continua costruzione collettiva. realizzata grazie alla collaborazione con il Musée des Beaux-Arts di Lione, la mostra offre al pubblico italiano l'occasione di ammirare un nucleo di opere raramente concesse in prestito e conferma il ruolo della Reggia di Venaria quale luogo di incontro tra le grandi istituzioni museali europee, capace di promuovere progetti scientifici fondati sul dialogo internazionale e sulla valorizzazione del patrimonio culturale condiviso.

Le dichiarazioni

Michele Briamonte e Chiara Teolato, presidente e direttrice generale del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude: «Con la mostra atelier dei moderni. Matisse, Braque, Picasso, Bacon il Consorzio delle Residenze Reali Sabaude prosegue l'ambizioso programma la Reggia di Venaria in dialogo con la Francia, il percorso di collaborazione internazionale incentrato sulla costruzione di un dialogo stabile con alcune delle più rilevanti istituzioni culturali francesi: dopo il progetto dello scorso anno dedicato a Fernand Léger, il programma conferma infatti la vocazione della Reggia come sito di produzione culturale e interlocutore internazionale capace di sviluppare rapporti scientifici con alcuni dei principali musei europei. la mostra, realizzata in collaborazione con il prestigioso Musée des Beaux-Arts di Lione e con la partecipazione di Manifesto Expo e MondoMostre, sarà un'ulteriore imperdibile occasione per il nostro pubblico per conoscere da vicino la grande arte, in questo caso le molteplici espressioni della pittura del Novecento con i suoi indiscussi protagonisti».

Simone Todorow di San Giorgio, amministratore delegato MondoMostre: «Atelier dei moderni è una mostra che si inserisce all'interno del più ampio programma di diplomazia culturale la Reggia di Venaria in dialogo con la Francia; un progetto che rispecchia pienamente un asset strategico della missione di MondoMostre: costruire ponti tra grandi istituzioni museali europee e portare al pubblico italiano opere di straordinario valore, raramente concesse in prestito. è la dimostrazione di come cultura, ricerca e cooperazione internazionale possano generare un'esperienza di conoscenza autentica e condivisa».

Sylvie Ramond, direttrice del Musée des Beaux-Arts di Lione, direttrice generale del Pôle des Musées d'Art MBA / MAC, curatrice della mostra: «Sono entusiasta di presentare la mostra atelier dei moderni alla Reggia di Venaria. la mostra si propone di offrire al pubblico una riflessione sull'arte del Ventesimo secolo, un secolo ormai concluso ma che continua a rappresentare un laboratorio per la creazione contemporanea. l'esposizione cerca di restituire l'immagine più fedele possibile di una collezione tanto eterogenea, composta da molteplici stratificazioni e giunta inevitabilmente a costituire un insieme del tutto singolare. allo stesso tempo, aspira a rappresentare alcune delle esperienze estetiche più significative del XX secolo attraverso temi che costituiscono altrettante chiavi di lettura della collezione e che sono alla base stessa dell'esposizione».

Biglietti: 

  • intero,12 euro
  • ridotto, 10 euro (gruppi di min. 12, max. 25 persone e quanti previsti da Ingressi Ridotti)
  • ridotto ragazzi, 6 euro (under 21 -ragazzi dai 6 ai 20 anni- e universitari under 26)
  • scuole, 3 euro (classi minimo di 12, massimo 25 studenti, ingresso gratuito per 1 accompagnatore ogni
    12 studenti)
  • gratuito, minori di 6 anni e quanti previsti da gratuiti

Info e prenotazioni su lavenaria.it oppure residenzerealisabade.com

 

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