Torino, 22/12/2025.
A Vanchiglia il clima è quello di un quartiere profondamente trasformato. Tra via Giulia di Barolo e corso Regina Margherita, lo spazio urbano appare ridefinito da barriere, transenne, reti metalliche e un massiccio presidio delle forze dell’ordine. I residenti si muovono in un contesto segnato da controlli, divieti e percorsi obbligati, con la percezione diffusa di vivere in una zona isolata dal resto della città.
L’accesso all’area risulta fortemente limitato. Corso Regina Margherita è interrotto poco dopo l’incrocio con corso San Maurizio, creando un tratto chiuso al traffico privato e ai mezzi pubblici. I tram sono sospesi e sostituiti da bus, mentre la viabilità viene deviata. Il perimetro di sicurezza si estende fino a largo Berardi, nei pressi della sede di Askatasuna, e coinvolge anche via Guastalla e via Buniva, chiuse da jersey e blindati.
L’attuale assetto di sicurezza è legato allo sgombero del centro sociale Askatasuna, avvenuto giovedì, dopo mesi di tensioni. All’interno dell’area presidiata proseguono le operazioni di messa in sicurezza dell’edificio e di recupero dei materiali, effettuate sotto stretto controllo. Anche i residenti, per rientrare nelle proprie abitazioni o accedere alle strade bloccate, sono sottoposti a verifiche.
Le misure di sicurezza incidono anche sulla vita quotidiana del quartiere. Cassonetti e cestini sono stati rimossi o sigillati, rendendo più complessi gesti ordinari come buttare la spazzatura o parcheggiare. Nel quartiere cresce una sensazione di spaesamento, accompagnata dal timore di perdere uno spazio di aggregazione che per anni ha rappresentato un riferimento per attività sociali e culturali.
La tensione resta alta anche in vista del Capodanno 2025 a Torino. Dopo la manifestazione di sabato, che ha portato in strada migliaia di persone e si è conclusa con scontri a poca distanza dalla sede di Askatasuna, l’attenzione è ora rivolta alla notte del 31 dicembre. Le forze dell’ordine temono nuove iniziative e stanno predisponendo un rafforzamento dei controlli, anche in considerazione della grande festa di Capodanno all’Inalpi Arena, dove sono attesi migliaia di spettatori.
Sul fronte economico, bar e ristoranti di Vanchiglia fanno i conti con accessi difficili, chiusure forzate e prenotazioni in bilico. L’assenza di indicazioni chiare su tempi e sviluppi rende complicata la programmazione del lavoro, mentre anche pochi giorni di blocco rischiano di avere ripercussioni pesanti sulle attività già fragili.
Di Giulia De Sanctis