Torino, 11/12/2025.
La tabella di marcia della metropolitana di Torino torna a scricchiolare. I lavori tra Fermi e Rivoli, originariamente previsti per il 2024 e già rinviati al 2028, rischiano ora di slittare addirittura al 2030. A pesare è la crisi di Ici, l’impresa che ha vinto i lotti 1 e 2 della linea 1 e che da un anno e mezzo naviga in acque sempre più agitate.
In Commissione Trasporti, l’amministratore delegato di Infrato, Bernardino Chiaia, ha spiegato il quadro senza giri di parole. «Se oggi si lavora a rilento, in caso di fallimento e nuova gara rischiamo due anni in più di cantieri fermi». Un’ipotesi che preoccupa il Comune di Torino e i sindaci di Rivoli e Collegno.
I numeri mostrano un’opera a velocità variabile: l’86% del Lotto 1 è completato, il 75% del Lotto 2 è stato portato avanti, mentre il deposito è fermo al 62%. Intanto Ici ha aperto un’istanza di concordato preventivo e deve presentare il piano entro il 16 dicembre, con la possibilità di chiedere una proroga.
Per evitare lo stop totale, Infrato è già intervenuta più volte in surroga: ha pagato fornitori e stipendi, acquistato materiali e coperto parte delle assicurazioni. Da oggi, però, non ci sono più ostacoli formali alla rescissione del contratto. Un’arma che Chiaia non sembra intenzionato a usare, perché significherebbe cadere nel labirinto di subentri e nuove gare.
Gli scenari possibili, se Ici non dovesse farcela, non sono semplici:
Sul fronte finanziario restano 46 milioni già stanziati, distribuiti fra i tre lotti. Ma per l’assessora alle Politiche dei Trasporti, Chiara Foglietta, il problema va oltre: «Anche se avessimo l’infrastruttura finita, mancano i treni. Servono fondi dal governo».
Rivoli teme di perdere le risorse ministeriali per la riqualificazione dell’area attorno alla metro. Collegno chiede almeno un appalto rapido per chiudere le opere superficiali.
Ora tutto dipende dal tribunale e dalla tenuta di Ici. Nel frattempo, Torino guarda già alla linea 2: la gara per i lavori civili è prevista per aprile, ma l’incertezza sulla linea 1 pesa come un’ombra su tutto il progetto metropolitano.
Di Giulia De Sanctis