Genova. Grandi occhi azzurri, due trecce e un gran sorriso.
Così si presenta la mia ospite, che sembra quasi una
ragazzina. Tatiana Zakharova è una cantante, l’avrete
sicuramente vista esibirsi per le strada della città. Studia
al conservatorio Paganini, ha superato l’esame ed è
stata ammessa direttamente al terzo anno di corso. Frequenta le
lezioni tre volte alla settimana più o meno per due ore
– escluso il lunedì, che sono cinque – e negli
altri giorni canta per strada per pagare l’affitto e gli
studi.
«Sono arrivata la prima volta a Genova cinque anni fa, poi ho
girato l’Italia e l’Europa: sono stata a Bari –
per il festival dei musicisti di strada – a Pisa, Venezia, ma
anche a Monaco, Berlino, Helsinki e tanta altre
città», così Tatiana inizia a raccontarmi
qualcosa di sé.
Lei è l’unica della sua famiglia ad aver intrapreso la
carriera musicale, anche se in casa la musica non mancava mai. Da
quando ha tre anni si dedica al canto, e a Mosca ha studiato nel
collegio della Musica, dove si è diplomata. «Sono
venuta a studiare a Genova grazie ad un mia amica, anche lei russa,
che vive qui. La sua voce è cambiata e migliorata
frequentando il conservatorio genovese», mi spiega Tatiana,
«così, più o meno, sei mesi fa sono venuta a
dare l’esame, che ho superato. Poi mi sono imbattuta nella
parte burocratica dell’iscrizione: è stato più
difficile che superare le prove per essere ammessa.»
Tatiana ha scelto l’Italia per migliorare il suo canto
lirico: «in Russia ci si concentra maggiormente su autori
nazionali, così non si riescono a studiare i compositori
italiani o francesi», mi racconta, sempre sorridendo. Sono
tredici anni che si esibisce per le strade. Ha iniziato a Mosca
dove, essendo molto freddo, si sistemava nelle metropolitane o nei
sottopassaggi. Nella sua città cantava dal vivo, ed ha
inciso due dischi che tutt’ora vende: «purtroppo in
Italia non riesco più a confrontarmi con un pubblico "mio",
come potevo fare in Russia.»
Tatiana a Genova si trova molto bene e si è creata un gruppo
di amici, ma quando parla di casa sua si emoziona ricordando la
mamma e i fratelli, che riesce ad andare a trovare solo un paio di
volta all’anno. Ma non sente particolarmente la nostalgia del
suo paese: «italiani e russi sono più simili di quello
che si creda, e questo mi fa sentire comunque a mio
agio».
Grazie alla libertà di scelta che le ha dato sua madre ed al
suo grande coraggio Tatiana è riuscita ad arrivare fin qui.
Non sa ancora cosa le riserverà il futuro: prima deve finire
i tre anni di conservatorio e poi deciderà se rimanere qui o
tornare a Mosca.
Io vado a farmi un giro in strada, se la vedete prima di me datele
un saluto anche da parte mia.
Annamaria Giuliani
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