Ausmerzen prende il titolo da un antico termine tedesco che indicava la soppressione degli animali più deboli durante la transumanza primaverile. Alla fine dell’Ottocento quella parola venne adottata dall’eugenetica per indicare l’eliminazione dei più fragili in nome del presunto miglioramento della specie, anticipando
una delle pagine più oscure del Novecento: l’Aktion T4, il programma nazista che portò allo sterminio di decine di migliaia di persone con disabilità, malattie mentali e malformazioni. Nel testo di Marco Paolini, l’eugenetica non appare come una conseguenza del nazismo, ma come uno dei presupposti culturali e scientifici che ne hanno favorito l’affermazione. Un racconto rigoroso e necessario che interroga il rapporto tra scienza, politica ed etica, mostrando quanto quelle idee continuino ancora oggi a interrogare il nostro presente. Affidato all’interpretazione di Renato Sarti, che da anni indaga i grandi nodi della storia del Novecento, lo spettacolo vede in scena anche Barbara Apuzzo, attrice affetta da artrogriposi. La sua presenza restituisce con forza e autenticità il senso più profondo di Ausmerzen: una riflessione sulla dignità della persona, sul valore della fragilità e sul dovere della memoria.