Un dramma popolare e potente, in cui Arthur Miller mette al centro della scena il rapporto genitori e figli e la responsabilità sociale e morale dell’individuo davanti alla storia. America, subito dopo la Seconda guerra mondiale. Nella ricca casa borghese della famiglia Keller, il tempo sembra essersi fermato. Kate, la madre, è incapace di accettare la perdita del figlio disperso in guerra, mentre il secondogenito Chris, pur provato dalle terribili esperienze del fronte, cerca faticosamente di costruirsi un futuro. Quando Joe, il capofamiglia arricchitosi con la guerra senza troppi dubbi morali, viene assolto dall’accusa di avere venduto all’aviazione americana pezzi di ricambio difettosi causando la morte di ventuno soldati, gli incubi del passato sembrano quasi svanire. Ma le bugie attraversano le generazioni e riaffiorano per chiedere il conto. «Uno dei motivi del successo di quest’opera – racconta il regista Elio De Capitani – credo sia nello scontro emozionante, violento tra genitori e figli. Ma anche nel dilemma affettivo e morale che li lacera, che anticipa la rivolta giovanile della generazione successiva e il suo rifiuto di perpetuare il sistema». Un dramma attualissimo che ci pone di fronte a domande laceranti: quanto siamo disposti a sacrificare per proteggere chi amiamo? E quale prezzo ha davvero la verità?